Articoli del 9 settembre 2006

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Speciale Cars – Motori Ruggenti

di Sergio Chierici alle 00:01

Cars Motori Ruggenti ©2006 Disney Pixar

Grazie alla cortesia di Walt Disney Pictures Italia e Buena Vista International siamo in grado di mostrare ai nostri lettori un ricco campionario di informazioni ed immagini su uno dei film d’animazione motoristici di maggiore attualità, che non poteva mancare in un sito che fa del tema “automobili e fantasia” il suo motto: si tratta del film Disney Pixar “Cars – Motori Ruggenti”, in programmazione dal 26 agosto 2006 nelle sale cinematografiche italiane.

Noi dello staff di Virtual Car abbiamo visto il film, e ne siamo rimasti entusiasti, non tanto per il livello tecnico elevatissimo al quale il binomio Disney-Pixar ci ha ormai da tempo abituiati (per non dire “viziati”), quanto per la capacità di saper colpire i cuori degli appassionati di automobili, attraverso dettagli ed inquadrature scelte ad arte, ed anche di saper costruire attorno ai simpatici personaggi un racconto dalla struttura solida e coerente, e al tempo stesso capace di trasmettere, nella fantasiosa giocosità dell’insieme, valori positivi.

CARS
Motori Ruggenti

Note di produzione
“Dopo aver entusiasmato gli spettatori conducendoli nei fantastici regni di giocattoli, insetti, mostri, pesci e supereroi, i magistrali creatori dei Pixar Animation Studios (“Gli Incredibili”, “Alla ricerca di Nemo”, “Monsters & Co.”) e il regista premio Oscar® John Lasseter (“Toy Story”, “Toy Story 2”, “A Bug’s Life – Megaminimondo”) intraprendono una nuova divertente avventura che ha per protagoniste le automobili.
Walt Disney Pictures presenta un film Pixar Animation Studios: “CARS – Motori Ruggenti”. Divertimento assicurato e battute a tutto gas per grandi e piccoli, un film per fare il pieno di umorismo, azione, sentimento e nuovi straordinari effetti speciali. A rendere la storia ancora più spassosa sono la coinvolgente colonna sonora e le canzoni originali del vincitore dell’Oscar® Randy Newman, con le imperdibili interpretazioni di grandi nomi della musica pop come Sheryl Crow, James Taylor, Brad Paisley, Rascal Flatts e John Mayer. Il film coincide con le celebrazioni per il 20° anniversario della Pixar, recentemente acquisita dalla Disney.
Saetta McQueen (doppiato da Owen Wilson, da Massimiliano Manfredi nella versione italiana) è un bolide nuovo di zecca votato al successo. Quando, inaspettatamente, si trova costretto a una deviazione nella sonnacchiosa cittadina di Radiator Springs, lungo la famosa Route 66, scopre che nella vita ciò che conta è il tragitto che si compie, non il traguardo. Attraversando il paese per prendere parte all’ambita Piston Cup in California dove gareggerà contro due esperti professionisti, McQueen conosce i bizzarri personaggi che abitano la cittadina: il Dottor Hudson (una Hudson Hornet del ‘51 dal passato misterioso, doppiata da una leggenda dello schermo come Paul Newman, da Cesare Barbetti nella verisone italiana), Sally (una fiammante Porsche del 2002 con la voce di Bonnie Hunt, è quella di Sabrina Ferilli la voce italiana) e Carl Attrezzi (un arrugginito carro attrezzi doppiato da Larry the Cable Guy, da Marco Messeri nella versione italiana). Grazie a loro, capirà che ci sono cose più importanti di trofei, fama e sponsor.
Il cast delle voci originali annovera anche le interpretazioni a ruota libera di Tony Shalhoub, Michael Keaton, Cheech Marin, George Carlin, Katherine Helmond e l’eterno “portafortuna” della Pixar, John Ratzenberger. Michael Wallis, autore dell’acclamato libro Route 66: The Mother Road, e vera autorità di quella leggendaria arteria che collega gli Stati Uniti da nord a sud e da est a ovest, presta la propria voce allo sceriffo di Radiator Springs.
Non contenti di un simile cast di doppiatori d’eccezione, i realizzatori di “CARS – Motori Ruggenti” hanno coinvolto anche alcuni dei più grandi nomi di sempre dell’automobilismo: il leggendario Richard Petty, Mario Andretti, Dale Earnhardt Jr., Darrell Waltrip (cinque volte vincitore del NASCAR Coca Cola 600) e Michael Schumacher, l’asso tedesco della Formula 1, da molti considerato il più grande pilota di tutti i tempi. Il commentatore sportivo e veterano dei Giochi Olimpici Bob Costas presta il suo talento vocale a Bob Cutlass, il pittoresco anfitrione delle gare nel film. Tom e Ray Magliozzi (ovvero i fratelli Click e Clack Tappet), conduttori del popolare programma NPR “Car Talk” (trasmesso per la prima volta a Boston nel 1977 e poi a livello nazionale dieci anni dopo), fanno la loro comparsa nel ruolo degli improbabili sponsor Clink e Clank Rust-eze.
Anche la versione italiana di “CARS – Motori Ruggenti” si è assicurata la partecipazione di uno straordinario gruppo di celebri piloti di Gran Premio, commentatori e speaker cari a tutti gli appassionati, a cominciare dal Campione del mondo Michael Schumacher (Michael Schumacher Ferrari), Giancarlo Fisichella (Boost), Jarno Trulli (DJ) ed Emanuele Pirro (Wingo) fino ad Alex Zanardi (Guido), che hanno prestato le loro voci per degli eccezionali “cammeo”, oltre a Gianfranco Mazzoni (Bob Cutlass), Ivan Capelli (Darrell Cartrip) e Giovanni Di Pillo (Speaker TV4).
Bonnie Hunt (la voce di Sally) commenta i personaggi del film: “Quando alla Pixar scrivono questi film, cominciano dall’essenza del personaggio. Quando c’è quella, tutto quello che vi è intorno diventa relativo. Anche un’automobile può dimostrare carattere e personalità. Il cuore e l’anima sono in grado di trasformare un ammasso di ferraglia in un vero personaggio. E non è solo la sceneggiatura a rendere speciali questi film. La fantasia e l’immaginazione di John Lasseter e degli artisti della Pixar rappresentano una vera miniera d’oro di idee anche per l’aspetto narrativo. Questo perché si ispirano ai sentimenti, alla vita e ai valori di noi tutti. Riescono a dar vita a tutto ciò che siamo in grado di visualizzare nella nostra mente.”
Vero motore di “CARS – Motori Ruggenti” è John Lasseter, che torna a dirigere un film dopo “Toy Story 2”, realizzato nel 1999. Durante gli ultimi sette anni, oltre a seguire “CARS – Motori Ruggenti” attraverso l’intero processo produttivo, Lasseter è stato produttore esecutivo e supervisore di tutte le realizzazioni Pixar (“Monsters & Co.”, “Alla ricerca di Nemo” e “Gli Incredibili”) e della costruzione dei nuovi, supertecnologici studi di Emeryville, in California. Grazie a questo film, Lasseter può dare sfogo alla sua passione per le auto e le corse, oltre ad esprimere temi a lui molto cari.
“CARS – Motori Ruggenti” è codiretto da Joe Ranft, che ha ricoperto anche la mansione di supervisore del soggetto e doppiato numerosi personaggi minori. Artista tra i più talentuosi e rispettati nel campo dell’animazione, oltre che voce di grandi personaggi Pixar come Heimlich il famelico caterpillar (“A Bug’s Life – Megaminimondo”), Wheezy il pinguino (“Toy Story 2”) e Jacques il gambero (“Alla ricerca di Nemo”); Ranft è deceduto nell’agosto del 2005. Aveva collaborato con Lasseter a tutte e tre le regie di quest’ultimo ed era una delle menti creative della Pixar da oltre un decennio.
Produttrice del film è Darla K. Anderson, veterana della famiglia Pixar che vanta al suo attivo la realizzazione di “A Bug’s Life – Megaminimondo” e “Monsters & Co.”. Grazie alle sue competenze tecniche e alla grande importanza che riserva al processo creativo, la Anderson ha guidato ogni aspetto della produzione, supportando Lasseter fin dal primo momento. Tom Porter è il produttore associato. Tom è stato un pioniere dell’animazione computerizzata e fa parte di Pixar fin dalla nascita della società. Eben Ostby, altro membro Pixar della prima ora, ha diretto la supervisione tecnica.
Il soggetto originale di “CARS – Motori Ruggenti” è stato ideato da John Lasseter, Joe Ranft e Jorgen Klubien. La sceneggiatura del film è firmata da Dan Fogelman, Lasseter, Ranft, Kiel Murray, Phil Lorin e Klubien.
Elemento centrale della trama e dei temi trattati in “CARS – Motori Ruggenti” è la leggendaria Route 66, lungo la quale si snoda gran parte della vicenda. Lasseter e il suo team hanno percorso a più riprese questa storica autostrada per capire come mai sia diventata un vero fenomeno culturale.
Wallis, esperto della Route 66 con alle spalle 60 anni di avventure sulla “madre di tutte le strade”, ha guidato le ricerche. Ci spiega: “La Route 66 è uno specchio dell’intera nazione. Riflette sempre la situazione che sta vivendo il paese in un dato momento. Molti la ritengono la strada più famosa del mondo e rappresenta l’avventura americana on the road per antonomasia. Partendo da Chicago (la città delle grandi strade) ci si addentra nel cuore del paese, verso sud-ovest, e si superano le luci al neon di altre città, il grande deserto del Mojave, fino a raggiungere le coste del Pacifico a Santa Monica. La Route 66 è la strada percorsa dai senza lavoro all’epoca della Depressione. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stata usata come strada militare dall’esercito. È la strada di Bobby Troup e di Elvis. La strada percorsa dai nostri genitori e dai nostri avi. In questo paese, tutti, a un certo punto della loro vita, consapevoli o meno, finiscono per incrociare questa strada che è ormai un vero e proprio simbolo. Gli automobilisti che la percorrono provano sensazioni che nessuna delle grandi città costiere è in grado di offrire loro. Occorre percorrerla per assaporare veramente quello di cui sto parlando; non basta fermarsi sul ciglio. La vita comincia dove comincia quella strada”, conclude Wallis, che ha scritto con sua moglie Suzanne Fitzgerald Wallis il libro The Art of Cars.
“CARS – Motori Ruggenti” rappresenta una delle sfide più ambiziose di sempre per Pixar. Lo studio è riuscito a coinvolgere e ad appassionare gli spettatori con storie che hanno per protagonisti giocattoli, insetti, mostri, pesci e supereroi; ma creare un mondo autentico e credibile popolato soltanto da automobili è stato molto più difficile.
Lasseter voleva che le auto sembrassero il più realistiche possibile e i tecnici di Pixar hanno dovuto faticare non poco per accontentarlo. Fare un film i cui protagonisti sono fatti di materiali metallici dai contorni così poco flessibili significava riuscire a riprodurre ogni minimo riflesso in maniera accurata. “CARS – Motori Ruggenti” è il primo film Pixar a impiegare il Ray Tracing, una tecnica che consente alle auto di riflettere in maniera credibile l’ambiente circostante.
L’aggiunta di questi dettagli in ogni singola inquadratura del film ha moltiplicato a dismisura i tempi di rendering. Per ogni singolo fotogramma di “CARS – Motori Ruggenti” sono state necessarie 17 ore. Nonostante l’impiego di una rete di 3.000 sofisticati computer e di elaboratori di luce all’avanguardia fino a quattro volte più veloci di quelli usati per “Gli Incredibili”, sono comunque occorsi diversi giorni per eseguire il rendering di ogni secondo del film.
Lasseter ha insistito continuamente sul “realismo delle immagini” e ha istruito il team degli animatori affinché non allungassero, né schiacciassero le auto in maniera non realistica. Gli animatori hanno svolto molti test su strada per dare a ogni personaggio un comportamento credibile e, al contempo, divertente; hanno così ideato movimenti ed espressioni che ne esaltano le caratteristiche. Gli animatori sono inoltre riusciti a usare gli pneumatici come fossero delle mani.

Le auto e i doppiatori
SAETTA MCQUEEN – Determinata a diventare la più giovane auto a vincere la Piston Cup, questa matricola delle corse ha soltanto due cose in mente: vincere e godersi la gloria del successo. Ma quando si trova costretta a sostare nella dimenticata cittadina di Radiator Springs e a cavarsela da sola, imparerà a sue spese quali sono le cose veramente importanti della vita. Owen Wilson (“Un colpo da dilettanti”, “Pallottole cinesi”, “Mi presenti i tuoi?”, “2 single a nozze”) ingrana la quarta e presta la sua voce a questa sfrontata auto da corsa che imparerà come nella vita ciò che conta è il viaggio che si compie e non la destinazione. La voce italiana di Saetta McQueen è di Massimiliano Manfredi.

DOTTOR HUDSON – Il dottore (o meglio, meccanico) del paese, apparentemente calmo ma dal passato misterioso, è una Hudson Hornet del ‘51, vera colonna di Radiator Springs nonché giudice della città. Rispettato e ammirato da tutti cittadini, il Dottor Hudson è un’auto di poche parole che non si fa certo impressionare dal nuovo arrivato, Saetta McQueen. L’impertinente auto da corsa tratta il Dottore come un vecchio nonnetto, ma scoprirà ben presto che Hudson nasconde ancora diversi trucchi sotto il cofano. Leggenda del cinema, premio Oscar® e detentore di un record da Guinness (quale pilota più anziano ad aver vinto una corsa automobilistica professionistica nel 1995 a Daytona), Paul Newman presta la sua voce a questa automobile d’epoca, è invece Cesare Barbetti nella versione italiana.

SALLY – Questa grintosa Porsche 911 del 2002, è giunta dalla California, stanca dei ritmi frenetici della metropoli, per iniziare una nuova vita a Radiator Springs. È proprietaria del Motel Cono Comodo e, in virtù del grande ottimismo che la contraddistingue, spera di farlo tornare ai fasti del passato e di avere di nuovo “un posto sulle mappe”. Quando arriva Saetta McQueen, coglie al volo l’occasione per aiutarlo a scegliere la direzione giusta. Attrice e cineasta di grande talento, Bonnie Hunt (“A Bug’s Life – Megaminimondo”, “Monsters & Co.”, “Una scatenata dozzina”) interpreta brillantemente il personaggio di Sally, conferendole la giusta dose di fascino, intelligenza e umorismo. La versione italiana della bella Porsche Sally, ha la voce del familiare e noto volto cinematografico e televisivo dell’affascinante Sabrina Ferilli, che si cimenta per la prima volta nel doppiaggio di un personaggio in un grande cartone americano.

CARL ATTREZZI – Questo buon vecchio carro attrezzi dall’aspetto un po’ arrugginito, è in realtà il rimorchio più veloce della Contea di Carburetor ed è sempre il primo a dare una mano agli altri. Fin troppo buono e leale, Carl Attrezzi aiuta McQueen e, nonostante tutti i difetti, lo ritiene il suo migliore amico. Autoproclamatosi “miglior camion a rimorchio del mondo”, Carl Attrezzi sogna un giorno di poter volare in elicottero, ma trascorre le sue giornate ben piantato a terra con il suo lavoro gestendo la sua attività “Carl Attrezzi: rimorchio e soccorso stradale.” Il sensazionale comico Larry the Cable Guy si esibisce in un vero tour de force, con un doppiaggio divertente e, al tempo stesso, commovente, il Carl Attrezzi italiano ha la voce ed il piglio inconfondibili di Marco Messeri.

FILLMORE – Tipico furgone Volkswagen del ‘60, Fillmore è l’hippy di Radiator Springs che prepara da solo il suo carburante organico vantandosi dei molteplici benefici. I visitatori possono scoprirlo di persona nella “stanza della degustazione” arredata con romantiche perline e tappezzeria variopinta. Le sue teorie di complotto e un giardino mal curato lo rendono inviso al vicino di casa, Sergente, ma nonostante i continui litigi, i due non saprebbero fare a meno l’uno dell’altro. Il leggendario comico George Carlin presta la voce a questo furgone pacifista, è invece Ennio Coltorti nella versione italiana.

SERGENTE – Questa patriottica jeep dell’esercito della Seconda Guerra Mondiale gestisce un negozio di oggetti militari a Radiator Springs, la bottega “Suppellettili e articoli militari dal Sergente”, e lo si trova spesso a curare maniacalmente il prato di fronte alla propria rimessa. Sebbene non faccia altro che lagnarsi del suo vicino, Fillmore, sa bene che la sua vita sarebbe meno allegra senza quel furgone Volkswagen. L’attore Paul Dooley (“All Americans Boys”, “Desperate Housewives”) è stato arruolato per doppiare questo veicolo che, come i cani, abbaia ma non morde, è invece Rodolfo Bianchi nella versione italiana.

RAMON – Proprietario della “Ramone – Casa della Body Art”, Ramon è un off-road Impala del ‘59, un vero mago della verniciatura e della cromatura, anche se da anni non rimedia un cliente. E mentre aspetta, ogni giorno rivernicia se stesso sperando che almeno McQueen gli consenta di aggiungere qualche nuova decorazione. L’attore comico Cheech Marin presta la sua voce colorita a questo impetuoso e simpatico personaggio, è invece Eugenio Marinelli nella versione italiana.

FLO – Sposata con Ramon e proprietaria di “Da Flo – V8 Cafè”, Flo è una splendida auto da esposizione degli anni ‘50. Con il suo “carburante più buono di tutti i cinquanta stati”, il locale di Flo è il ritrovo in cui la gente del posto può sorseggiare qualche bicchiere d’olio, condividere i pettegolezzi e ascoltare i consigli materni della proprietaria. Tra Flo e Ramon è stato amore a prima vista, dal momento in cui si sono incontrati quando lei viaggiava per il paese al seguito delle fiere automobilistiche. Jenifer Lewis supera se stessa nel doppiare questo affascinante personaggio, doppiato invece da Barbara Castracane nella versione italiana.

LUIGI – Generosa, socievole ed entusiasta, questa Fiat 500 del ‘59 gestisce il negozio di pneumatici “Casa delle gomme – Da Luigi”, altrimenti detta la “Torre Pendente di Gomme”. Insieme al suo amico, il carrello elevatore Guido, Luigi è un appassionato tifoso di corse automobilistiche con un debole per le Ferrari. Gli affari non vanno bene ultimamente, così al negozio di questo simpatico commerciante si possono trovare ottime occasioni. Il doppiatore Tony Shalhoub (“Big Night”, “Monk”) è impareggiabile nel caratterizzare la comicità di questo personaggio, altrettanto fa il nostro Marco Della Noce nella speciale caratterizzazione di questo “esperto”.

SCERIFFO – Lo scrittore ed esperto della Route 66 Michael Wallis presta la voce a una Mercury del ‘49 in forza alla polizia, impegnata a vigilare su Radiator Springs. Costantemente sulle tracce di chi viola i limiti di velocità minando la quiete della cittadina, lo sceriffo si diverte a raccontare storie sull’amata “Madre di tutte le strade”, e non perde occasione per schiacciare un pisolino. La voce italiana è invece quella di Vittorio Di Prima.

THE KING (Maestà, il Re Del Volante) – Questa Plymouth Superbird del ‘70 è una leggenda delle corse e ha vinto più gare della Piston Cup di qualsiasi altra automobile. Nonostante la sua fama, The King è un tipo semplice, e sa che non bastano i trofei a fare un vero campione. Crede nel lavoro duro e nel gioco di squadra e dedica molto tempo a sua moglie, la Signora The King. Pronto ad andare in pensione al termine della stagione e a rinunciare all’ambito sponsor Dinoco, The King è tra i corridori più invidiati. Il leggendario pilota Richard Petty, sette volte vincitore della NASCAR Nextel Cup, presta la voce a un campione di classe, mentre è Michele Kalamera la sua voce italiana. Sua moglie, Lynda, si esibisce nel ruolo cammeo della moglie di The King.

CHICK HICKS – Questo veterano delle corse è un avversario spietato e sleale, eternamente secondo in tutte le gare. Ha sempre vissuto all’ombra di The King, e non più disposto a rimandare l’appuntamento con la vittoria per assicurarsi la sponsorizzazione della Dinoco. Convinto che “l’era di Chick” stia per cominciare, non è affatto disposto a lasciare che Saetta McQueen si insinui tra lui e la Piston Cup. Il versatile attore Michael Keaton (“Mister Mamma”, “Batman”, “Herbie – Il supermaggiolino”) solleva un vero polverone come voce di questo autentico guerriero della strada che ha invece la verve e la simpatia di Pino Insegno nella versione italiana.

MACK – Nessun film Pixar può dirsi tale senza la presenza di John Ratzenberger; in “CARS – Motori Ruggenti” il noto attore interviene prestando la voce a una Mack Super-Liner dell’85 che conosce alla perfezione i regolamenti federali. Fidato pilota di McQueen, vuole sfidare i propri limiti e la propria proverbiale pigrizia per accontentare il celebre datore di lavoro. Il lussuoso abitacolo di McQueen è dotato delle migliori tecnologie a fibre ottiche, TV, sedile per i massaggi e tanti altri optional. La voce italiana di Mack è quella di Renato Cecchetto.

La storia prende ritmo
“CARS – Motori Ruggenti” nasce da una storia molto personale di John Lasseter. Cresciuto a Whittier, in California, da ragazzo amava visitare la concessionaria Chevrolet in cui lavorava suo padre, e a 16 anni ha ottenuto un lavoro part-time come magazziniere.
Lasseter racconta: “Ho sempre amato le automobili. Nelle mie vene, scorre in parte sangue Disney e in parte carburante. L’opportunità di combinare queste due grandi passioni, macchine e animazione, è stata irresistibile. Quando Joe (Ranft) ed io abbiamo cominciato a parlare di questo film nel 1998, l’idea era di fare qualcosa con le automobili come personaggi. Sempre in quel periodo, avevamo visto un documentario dal titolo ‘Divided Highways’, che trattava di questa mitica strada e di come incidesse nella vita delle piccole città che attraversava. Ne siamo rimasti talmente colpiti che abbiamo iniziato a pensare a come fosse invece la vita nei centri abitati che ne erano esclusi. Così abbiamo cominciato a studiare la Route 66, ma non avevamo ancora idea di quale sarebbe stato il soggetto del film che volevamo girare. Quando ero bambino percorrevo questa autostrada con la mia famiglia per andare a trovare i nostri parenti a St. Louis.”
A quel punto, è stata la moglie di Lasseter, Nancy, che lo ha persuaso a prendersi una meritata vacanza nell’estate del 2001. Lasseter ricorda: “Nancy mi disse che se non mi fossi fermato un attimo per pensare alla mia famiglia, i ragazzi sarebbero presto andati al college e avrei dovuto rinunciare a una parte fondamentale della mia vita in famiglia. E aveva ragione!”
L’intera famiglia ha fatto i bagagli ed è partita con un caravan trascorrendo due mesi in viaggio con l’obiettivo di attraversare le autostrade interstatali e per bagnarsi i piedi sia nelle acque del Pacifico che in quelle dell’Atlantico. “Tutti pensavamo che avremmo litigato per l’intero viaggio”, aggiunge Lasseter, “ma è successo esattamente l’opposto. Una volta tornati, mi ero riavvicinato così tanto alla mia famiglia da capire quanta importanza avesse nella mia vita. E improvvisamente ho capito cosa dovevo fare. Ho scoperto che nella vita la vera ricompensa è il viaggio stesso, il tragitto che si compie. Riuscire nelle cose che si fa è grandioso, ma solo quando abbiamo accanto la famiglia e gli amici con cui festeggiarle. A Joe è piaciuta molto l’idea e la nostra storia è partita proprio da qui. La nostra automobile protagonista, Saetta McQueen, si è messa in testa di voler essere a tutti i costi il bolide più veloce. Non gli importa altro che di vincere il campionato. Il personaggio perfetto da costringere a rallentare, come è accaduto a me col mio viaggio. Per la prima volta nella mia carriera professionale ho tirato il freno ed è stato straordinario. Ciò che rende unici i film Pixar è che per le nostre storie ci facciamo guidare dal cuore, ci ispiriamo alla nostra vita personale, alle cose che ci commuovono, conferendo ai film un’emozione e un significato speciali.”
Nel 2001, Lasseter, Ranft, la produttrice Darla Anderson, gli scenografi Bob Pauley e Bill Cone, insieme agli altri membri del team di produzione, si sono recati a Oklahoma City e da quì sono partiti con una carovana composta da quattro Cadillac bianche per un viaggio di nove giorni lungo la leggendaria Route 66. L’autore e storico Michael Wallis ha guidato la spedizione e ha fatto conoscere al resto della comitiva le persone e i luoghi che hanno reso celebre questa strada.
A ogni tappa lungo la strada, il team ha potuto osservare la peculiare “patina” che avvolge le città, cercando di catturarne la ricchezza dei colori e le sfumature. I cartelloni pubblicitari dipinti sulle pareti degli edifici, sovrapposti gli uni agli altri ed esposti alle intemperie, erano particolarmente interessanti. Gli autori hanno studiato a fondo le formazioni rocciose, i tipi di nuvole e le varietà di vegetazione che costellano la strada.
Wallis nota: “Ogni strada ha l’aspetto del luogo in cui è diretta. Riflette il territorio su entrambi i lati. La fisionomia della Route 66 va dal terreno color liquirizia dell’Illinois, la terra di Lincoln, alla sabbia del deserto del Mojave. Un aspetto tipicamente americano. Durante il nostro viaggio abbiamo visitato bar, negozi a conduzione familiare e alberghi. Abbiamo parlato con autostoppisti, cowboy, cameriere e meccanici, e incontrato molti tipi interessanti lungo la strada. I veri guerrieri della strada che conoscono la vecchia autostrada saranno contenti di vedere questo film perché ricorda quei posti e quella gente conosciuti lungo la ‘madre di tutte le strade’.”
In una estrema propaggine del Texas a ovest di Amarillo, si trova un posto insolito chiamato Cadillac Ranch, dove un eccentrico texano ha commissionato a tre noti artisti il compito di creare lavori artistici appositamente per il suo ranch. I tre vi hanno sepolto una fila di Cadillac creando un vero e proprio monumento a cui Pixar ha voluto rendere omaggio in “CARS – Motori Ruggenti”.

Gli animatori di Pixar e doppiatori d’eccezione danno vita alle auto protagoniste di “CARS – Motori Ruggenti”
Il connubio tra straordinarie performance vocali e un’animazione eccezionale è da sempre il marchio distintivo di Pixar, fin dal film d’esordio, “Toy Story”, undici anni fa. Questa tradizione si rinnova con “CARS – Motori Ruggenti” con uno stile ancora più sofisticato e divertente. Per il film sono stati creati oltre 100 personaggi a quattro ruote davvero singolari.
Lasseter osserva: “Abbiamo lavorato davvero sodo per rendere questo mondo credibile. Ci sono voluti mesi di prove, errori e test di animazione per calcolare come far muovere ogni auto e come far funzionare il loro mondo. I nostri supervisori, Doug Sweetland e Scott Clark, e i direttori dell’animazione, Bobby Podesta e James Ford Murphy, hanno svolto un lavoro straordinario con il team di animazione per definire i singoli movimenti di ogni personaggio in base all’età e al tipo di automobile. Alcune auto, come quelle sportive, hanno sospensioni molto bilanciate. Altre, come quelle degli anni ‘50, sono lente e poco ammortizzate. Volevamo ricreare l’autenticità di queste automobili ma anche conferire loro una personalità unica. Volevamo inoltre che ciascun animatore fosse in grado di dare al personaggio il proprio tocco personale. Ogni giorno, alla visione dei giornalieri, era divertente osservare cose che non avevamo mai visto prima. Il mondo delle auto prendeva vita in un modo inaspettato ma credibile.”
Una delle decisioni più importanti per il design e l’animazione delle auto ha riguardato il posizionamento degli occhi.
Lo scenografo Bob Pauley, che ha supervisionato il design, spiega: “Dall’inizio del progetto, John pensava che gli occhi sarebbero dovuti stare sul parabrezza. Questo, tanto per cominciare, distingueva i nostri personaggi da quelli degli altri cartoni animati, in cui di solito gli occhi delle auto sono i fari. Inoltre, ha pensato che avere gli occhi vicino alla bocca nella parte anteriore dell’auto avrebbe reso il personaggio più simile a un serpente. Con gli occhi sul parabrezza il punto di vista è più simile a quello umano, e questa soluzione ha consentito di impiegare l’intera auto nell’animazione del personaggio.”
Lasseter e il suo team hanno tratto ispirazione da un cortometraggio Disney del 1952 dal titolo “Susie the Little Blue Coupe”. Uno degli animatori più importanti di quel film è stato il leggendario Ollie Johnston, che all’età di 92 anni è l’ultimo membro vivente dei “nove vecchi”, soprannome dato al team originale della Walt Disney. Lasseter è legato a Johnston da un’amicizia speciale (oltre che dalla comune passione per i treni) e ha avuto diverse occasioni per parlare di “CARS – Motori Ruggenti” con il suo amico e mentore.
Animare delle auto si è rivelata un’impresa complessa. Il supervisore animazione Scott Clark spiega: “Fare in modo che questi personaggi esprimessero emozioni e compissero azioni in modo credibile pur restando delle automobili non è stato affatto facile, ma è questo il compito dell’animazione. Usare l’immaginazione e realizzare i movimenti e i gesti necessari. I nostri personaggi sono privi di braccia e di gambe, ma possiamo muovere le loro ruote per simularne i movimenti. Usiamo lo sterzo per indicare le direzioni. Abbiamo anche concepito delle palpebre e delle ciglia apposite per i parabrezza affinché potessero comunicare in modo espressivo.”
Doug Sweetland, anch’egli supervisore animazione, aggiunge: “Il tipo di animazione richiesta per i modelli di ‘CARS’ è molto diverso da quello impiegato ne ‘Gli Incredibili’. In quel caso, gli animatori si erano ripresi e osservati per studiare i propri movimenti. Ma questo ovviamente non era possibile con le automobili. Nessuna vettura è in grado di fare ciò che fanno i nostri personaggi. È pura fantasia. Ci sono voluti numerosi tentativi prima di trovare la soluzione giusta.”
Grazie alla sua esperienza e al suo amore per l’animazione, Lasseter ha ispirato i suoi collaboratori a esprimersi al meglio.
Murphy afferma: “John è il migliore collaboratore con cui si possa lavorare. Credo sia questo il segreto del suo successo. Non si stanca mai di aiutare gli altri.”
Clark aggiunge: “John è sempre pronto a incoraggiare gli animatori. Ha una comprensione totale delle potenzialità del mezzo e ha un talento unico nel disegno. Per cui sa perfettamente che se puoi immaginare qualcosa, puoi anche animarla. L’animazione consiste proprio in questo. Realizzare cose impossibili nelle riprese dal vero. Inoltre, John è un esperto nel creare mondi originali e credibili. Si entusiasma per ogni minimo dettaglio ed è sempre concentrato su tutto. Ama le auto al punto che riesce a trasmetterti la sua passione nell’animarle. Il suo stile di regia è davvero stimolante. Sa come ottenere il meglio dagli artisti con cui lavora. Ha la sua visione delle cose, le sue idee, ma sa anche come incoraggiare tutti noi a fare del nostro meglio.”

SAETTA McQUEEN/OWEN WILSON. Il personaggio di Saetta McQueen è frutto di un’idea originale ed è doppiato da Owen Wilson. Pauley osserva: “Come idea di partenza abbiamo utilizzato una normale auto di serie. John e io abbiamo cominciato a pensare alle nostre automobili preferite e a cosa le rendesse così belle. Abbiamo confrontato tutte le idee ed eseguito una marea di disegni, tutti molto buoni. Poi è stata fatta una scultura di creta, proprio come fanno le industrie automobilistiche a Detroit; il nostro animatore Andrew Schmidt è partito da quel modello. McQueen è stato una vera sfida. È davvero complicato realizzare un’automobile che recita come un personaggio e si presenta sul grande schermo con un volto intenso, senza che sembri forzato.”
Wilson commenta: “John mi illustrava gli storyboard e a volte anche alcune animazioni di prova per farmi scaldare il motore. Ci si fa un’idea partendo dal copione, ma spesso è necessario usare l’immaginazione. Ci si sente come da bambini, quando ci si diverte a imitare le voci dei cartoni animati. E così che si mettono insieme le idee e si crea un personaggio. Lavorare con Pixar è stato divertente. Adoravo andare nei loro studio perché è un posto grandioso da frequentare. L’atmosfera è creativa e divertente; c’è chi gira sullo skateboard, chi gioca a ping pong o a pallone. Il mio personaggio è ossessionato dalla voglia di vincere”, aggiunge Wilson. “Non è un imbroglione, niente del genere, ma non gli importa altro che di vincere e di raggiungere fama e successo. Credo che sia in base a questo metro che valuti se stesso. Nel corso del film resta bloccato in una cittadina e comincia ad apprezzare alcuni valori e le cose semplici che questa gli offre. Si innamora persino di un’automobile molto attraente che si chiama Sally. Lui ci prova con lei con i soliti trucchetti ma non funziona, così deve inventarsi un approccio diverso.”
Bobby Podesta, uno dei principali animatori del film, nota: “Owen ha davvero una voce unica per il tono, l’inflessione e il tempo comico. Dal primo momento in cui si è unito al cast, ho capito subito che questo personaggio suscitava in me un grande interesse. All’inizio è molto sfrontato, ma comunque simpatico. Non è facile caratterizzare un personaggio così. Ma Owen ha dato il meglio di sé e i risultati sono eccezionali.”
James Ford Murphy, animatore sviluppo personaggi, aggiunge: “Per riuscire a realizzare bene il personaggio di McQueen, abbiamo studiato personaggi noti per la loro impertinenza e per il loro fascino. Tipi come Joe Namath, Muhammed Ali e persino Kid Rock. Tutti molto sfacciati ma amati da tutti. Owen è stato molto bravo a rendersi impertinente, ma l’ha fatto in modo talmente affascinante che quasi nessuno gliene vuole per quello che dice. John ci ha anche detto di pensare a questo personaggio come se fosse Tiger Woods o Michael Jordan al primo anno da professionisti. Un personaggio dotato di grande talento che sembra venire dal nulla.”

DOTTOR HUDSON/PAUL NEWMAN. Per il ruolo del Dottor Hudson, Lasseter e il suo team hanno avuto la fortuna di potersi affidare al talento di una leggenda del cinema e appassionato di corse automobilistiche, l’attore Paul Newman.
Racconta Lasseter: “Sono molto orgoglioso di questo personaggio e davvero entusiasta del fatto che Paul Newman abbia acconsentito a prestare la sua voce. Non solo è uno dei più grandi attori di tutti i tempi, ma la sua passione per le corse automobilistiche lo ha reso perfetto per la parte. Eravamo contentissimi quando ha accettato di doppiare il Dottor Hudson. Paul è stato magnifico ed era veramente felice all’idea di dare la voce ad un’automobile.”
“Quando sono stato contattato per la prima volta e mi hanno chiesto se ero interessato a far parte di un film di animazione Pixar sulle corse automobilistiche in cui avrei dovuto interpretare una Hudson Hornet del ‘51, ho subito risposto che trovavo l’offerta irresistibile”, afferma Newman. “Non avevo letto la sceneggiatura, sapevo solo che era un film Pixar diretto da Lasseter e che parlava di corse. Tre ingredienti con cui ho molta familiarità. Le caratteristiche vocali del personaggio di Dottor Hudson non sono state difficili da assimilare”, aggiunge l’attore. “È un personaggio del Sud, vecchio e stanco, ma sagace. Prestare la voce in un film di animazione è molto diverso dall’interpretare un film d’azione. Non si dà nulla di fisico al personaggio. Non si appare con il proprio corpo e comportamento; si usa solo la voce. Questo è l’unico strumento di cui hai bisogno. Lavorare con John è stato un piacere e credo che ci siamo completati a vicenda. Ho cercato di capire quello che chiedeva per dargli esattamente quello che voleva, solo un po’ più ingigantito ed esagerato. Sono molto contento di come sia venuto il film e credo sia superiore a qualsiasi altro film che Pixar o Disney abbiano mai fatto”, conclude Newman. “Le scene della gara sono entusiasmanti e le personalità dei personaggi sono ben rappresentate dal tipo di automobile scelto. Le scene nello stadio, il cielo e ogni altro elemento sono incredibilmente ricchi di dettagli.”
Secondo Scott Clark, “Paul è un attore fantastico. Da ogni sua battuta si evince il carattere del personaggio. La sua voce trasmette quella saggezza, esperienza e ricchezza che lo contraddistinguono.”

SALLY/BONNIE HUNT. Per il personaggio di Sally gli ideatori si sono ispirati alla Porsche Carrera 911 del 2002. Bonnie Hunt si esibisce per la terza volta con Pixar, con una grande performance.
Lasseter concorda: “Ho sempre pensato che Bonnie sarebbe stata una fantastica protagonista femminile in uno dei nostri film, perché ha una voce perfetta per un film di animazione. È un’attrice molto brava e la sua voce meravigliosa riempie lo schermo. Inoltre, ha capacità d’improvvisazione e, dopo essere entrata nella parte, il doppiaggio le risulta assolutamente naturale. Incoraggio sempre gli attori a trovare qualcosa di originale e a farlo proprio, e Bonnie è sempre pronta a suggerire battute non previste dal copione. È anche capace di commuovere. La sua performance è ricca di emozioni e sensibilità oltre che di senso dell’umorismo.”
La Hunt osserva: “Sally era un’avvocatessa di grido che conduceva una vita sregolata in California. Con il palmare sempre a portata di mano, in contatto costante con i clienti, eternamente impegnata. A un certo punto imbocca la Route 66. La sua automobile rimane in panne ed è costretta a fermarsi in una cittadina dove scopre le cose veramente importanti della vita. Sapevo che si trattava di un personaggio tenace e ho cercato di restare al passo col suo ritmo. Quando arriva a Radiator Springs ha una sorta di rallentamento che la rende leggermente più malleabile, così ho pensato che la sua voce dovesse essere un po’ più dolce. Credo sarebbe fantastico se i genitori potessero far attraversare la Route 66 ai loro bambini. Farebbero incontri davvero straordinari ed autentici”, aggiunge la Hunt.

CARL ATTREZZI/LARRY THE CABLE GUY. Uno dei personaggi più straordinari del film è Carl Attrezzi, un carro attrezzi che va all’indietro. Il personaggio è diventato ben presto il beniamino dei realizzatori e la brillante scelta di Larry the Cable Guy come controparte vocale contribuisce a rendere il film ancora più movimentato.
“Carl Attrezzi era senz’altro un personaggio popolare tra gli animatori, e in questo modo è diventato l’elemento principale del film”, afferma Sweetland. “Gli animatori sono stati felici di lavorare su questo personaggio perché era realistico e stimolante; pane per i loro denti. Il modello forniva ampie possibilità espressive perché dotato di una cabina separata e di un letto. E poi ha un cavo da rimorchio da inserire nella parte posteriore in grado di roteare come le pale di un elicottero. Carl Attrezzi fa di tutto con questo cavo. Larry the Cable Guy ci ha dato molto. È divertentissimo e la sua interpretazione è stata molto intensa. Per me, è una di quelle voci perfette per il personaggio che doppia, come quella di Sterling Holloway per Winnie the Pooh.”
Larry the Cable Guy aggiunge: “Adoro tutti i film di Pixar. Me ne stavo a casa un giorno quando è arrivata una telefonata in cui mi dicevano: ‘Ehi, vorresti far parte di uno di quei film di Pixar e Disney?’, e io ho risposto, ‘certo, che mi piacerebbe’. Quando ho ricevuto il fax in cui mi dicevano che l’affare era concluso, mi sono detto: ‘Non è possibile. Mi state prendendo in giro’. Ho pensato si trattasse di una particina. Ma, ragazzi, alla fine è diventato uno dei personaggi più importanti del film. Assolutamente grandioso. Non sono mai stato così entusiasta di una parte. John e io siamo davvero buoni amici”, aggiunge l’attore. “Entrambi amiamo le corse e le automobili. È un regista che sa mettere le persone a loro agio. Mi ha detto: ‘Carl Attrezzi è il tuo personaggio. Voglio che tu lo faccia tuo e dica le battute che ritieni necessarie’. Quando ho fatto una battuta e lui ha cominciato a ridere ho capito che stavo andando bene. In effetti Carl Attrezzi mi somiglia molto”, sostiene Larry. “È cresciuto in una piccola cittadina e vi ha trascorso tutta la vita, e io provengo da un paesino con 1.200 abitanti. Qualsiasi cosa lui trovi divertente ed eccitante, c’è sempre qualcuno in città che gli va appresso. Sembrerebbe una cosa stupida, ma dal suo punto di vista è la cosa più entusiasmante che si possa fare. È il miglior carro attrezzi del mondo. Carl Attrezzi è l’amico che tutti vorrebbero avere. È amico di McQueen fino alla fine, e fa di tutto per questo ragazzo. Nella sua carrozzeria non c’è assolutamente niente che suoni falso.”
Lasseter aggiunge: “Carl Attrezzi è la personificazione della vera amicizia; Joe e io amavamo questo camioncino arrugginito sempre pronto ad aiutare gli amici. Larry the Cable Guy è divertentissimo ed è davvero un grande attore. È stato fantastico lavorare con lui. A prima vista, ciò che colpisce di Carl Attrezzi sono gli incisivi sporgenti, la carrozzeria arrugginita, il cofano mancante: insomma, sembra proprio un vecchio rottame semovente. Ma alla fine del film ci si innamora di lui. Dimostra come non si debba mai giudicare un libro dalla copertina e sarà anche fondamentale per l’evoluzione del protagonista, Saetta McQueen.”

MACK/JOHN RATZENBERGER. John Ratzenberger ha accettato con entusiasmo il suo ultimo incarico per Pixar. Avendo preso parte a tutti e sei i film precedenti, è stato soprannominato “il portafortuna di Pixar”.
“Sono io ad essere fortunato”, afferma Ratzenberger. “Pixar ha creato uno standard con cui tutti devono confrontarsi. Ogni loro film scrive un pezzo di storia del cinema e io mi sento fortunato a farne parte. ‘CARS’ è un film mozzafiato. All’inizio si rimane colpiti dai dettagli: poi, man mano che la storia continua, ci si dimentica addirittura di essere davanti a un film di animazione interpretato da automobili. Tocca davvero le corde del cuore. Il mio personaggio è rozzo, energico, robusto eppure molto sensibile”, aggiunge Ratzenberger, “qualsiasi sia la destinazione da raggiungere, non ci arriva certo in un lampo ma prima o poi ci arriva. È molto affidabile e leale. Ha una sua deontologia professionale a cui si attiene affinché il lavoro sia fatto sempre nel migliore dei modi. Adoro lavorare per Pixar per l’entusiasmo che mi trasmette. John ispira chiunque con la sua passione ed è una vera guida.”

Massimo realismo (e tanto divertimento)
La parola d’ordine che John Lasseter ha continuamente ripetuto a disegnatori, modellatori e animatori dei personaggi è stata: “massimo realismo”. A cominciare dalla matita e dalla carta dello scenografo Bob Pauley, per continuare attraverso il processo di creazione dei modelli, dell’articolazione e ombreggiatura dei personaggi, per arrivare finalmente all’animazione, il team di produzione ha lavorato sodo per creare auto il più fedeli possibile all’originale.
Jay Ward, gestione personaggi, spiega: “John non voleva che le auto sembrassero molli o fatte di creta. Ha insistito nel volere il massimo realismo. Era un punto fermo per lui. Il metallo doveva sembrare metallo, il vetro vetro. Il pubblico deve persino avvertire il peso delle nostre auto. Ognuna di esse pesa diversi quintali. Quando si muovono, deve sentirsi questo peso. Se sembrano eccessivamente leggere o rimbalzano in modo non realistico, darebbero l’impressione di essere delle auto giocattolo.”
Secondo James Ford Murphy, gestione animazione, “i modelli delle auto, inizialmente, sono stati costruiti in modo che potessero fare quasi tutto. John ha continuato a ripeterci che questi personaggi sono fatti di metallo e che hanno un peso notevole. Per cui non possono allungarsi. E ci ha fatto visionare numerosi esempi di altri cartoni animati per capire cosa non voleva che facessimo.”
Con le limitazioni nei movimenti imposte dai telai di metallo, gli animatori hanno dovuto dimostrare tutta la loro inventiva per creare la gamma di movimenti ed espressioni richieste dalla storia.
Bobby Podesta, gestione animazione, osserva: “La cosa bella con le auto è che si prestano a tante cose diverse. Possono muoversi normalmente come le altre auto, quando si spostano. Ma si può dar loro un aspetto quasi animalesco o far compiere loro dei gesti o azioni simili a noi umani, pur rispettando la loro fisionomia. Ad esempio, in una scena Carl Attrezzi striscia attraverso un campo come farebbe un leone nella savana intento ad avvicinarsi alla preda. È possibile sfruttare la potenzialità delle auto in molti modi diversi.”

L’aspetto delle auto: gli scenografi di Pixar alle corse e lungo la Route 66
Dall’adrenalinica corsa notturna della sequenza iniziale, alle facciate sbiadite degli edifici nella strada principale di Radiator Springs, alla scena clou della corsa diurna in California, gli scenografi e il team degli artisti Pixar hanno superato se stessi per catturare in modo suggestivo le diverse atmosfere e ambienti di “CARS – Motori Ruggenti”.
Convinto sostenitore della ricerca e dell’esperienza sul campo, nel 2001 Lasseter ha coinvolto il suo team creativo in un viaggio lungo la Route 66 per preparare tutti ai compiti che li attendevano. Nove persone, nove giorni, quattro Cadillac bianche. Per guidare la spedizione è stato ingaggiato Michael Wallis, grande esperto della Route 66 che, durante il tragitto, ha descritto l’intero percorso ai compagni di viaggio tramite walkie-talkie.
Lo scenografo Bob Pauley, originario di Detroit, la città dell’automobile, e da sempre appassionato di auto, ha supervisionato la progettazione delle protagoniste del film e di due circuiti: “All’inizio del viaggio, Michael ci disse: ‘Non avete idea di cosa vi aspetta là fuori. Farete esperienze di ogni tipo, non dovete far altro che mettervi in cammino ed essere pronti a godervi cose sorprendenti’. Aveva ragione. Appena raggiungevamo una città, gli abitanti del luogo ci raccontavano storie fantastiche. Bastava fermarsi alla bottega del barbiere, dal gelataio o a mangiare una gigantesca bistecca in un dinner. Abbiamo anche prelevato campioni di terreno. Viola, rosso, arancio, ocra… Dei colori meravigliosi! Uno dei momenti più significativi per tutti noi è stato durante una fermata in Arizona”, continua Pauley. “Ci trovavamo sul ciglio di una strada nei pressi della Route 66. Si snodava seguendo perfettamente l’ambiente circostante insinuandosi dolcemente tra le colline. Mentre eravamo seduti là, si è avvicinato un furgone guidato da un anziano nativo americano che viaggiava con suo nipote. Ci chiese se ci piaceva la sua terra. Rispondemmo che la trovavamo splendida e lui replicò che era lì all’epoca in cui la costruzione della grande autostrada lacerò come una ferita la sacra terra dei suoi avi. Fu un momento molto intenso: osservammo quella strada che si sposava in modo perfetto con il territorio e, dall’altra parte, l’autostrada che tagliava letteralmente in due la regione senza alcun rispetto per l’ambiente. È stato straordinario poter ascoltare quelle storie da una persona la cui famiglia vive lì da molte generazioni.”
Il produttore associato Tom Porter rammenta: “Quando John e il suo team sono tornati da quel viaggio, tutti dicevano di voler catturare la particolare patina che caratterizza l’aspetto delle regioni del sud-ovest. Volevano che tutto nel film risultasse un po’ sbiadito, per rispecchiare l’autenticità degli oggetti degli anni ‘40, ‘50 e ‘60 che si trovano ovunque in quelle zone. John voleva ricreare tutti i tratti distintivi di una tipica cittadina del sud-ovest; e una sfida altrettanto complessa si poneva per la rappresentazione dell’ambiente delle corse.”
Bill Cone, scenografo responsabile della creazione degli ambienti e della realizzazione delle cinque miglia di strada che conducono a Radiator Springs, riferisce: “Definirei lo stile di questo film cartoon-realistico. Ci sono auto che parlano, e questo già ci porta al di fuori della realtà. Anche le forme sono piuttosto bizzarre quando vediamo le auto in cima alle rupi o sullo sfondo di nuvole stilizzate che ne riprendono l’aspetto. Per cui, ho raggiunto la conclusione che gli umani, in un universo di umani, vedono spesso nella natura le forme del proprio mondo. Arrivano persino a dare il nome ai luoghi in base a questo criterio. Quindi, in un universo popolato da automobili, è del tutto plausibile che le stesse metafore si applichino alle vetture. Ed ecco allora che entrano in scena queste formazioni rocciose che somigliano al tetto di un’auto. Siamo stati influenzati anche da grandi artisti americani come Maynard Dixon, coi loro paesaggi del sud-ovest dai cieli cosparsi di nuvole.”
Sophie Vincelette, supervisore di scena, ha seguito la creazione delle catene montuose che richiamano il profilo delle Cadillac mezzo sepolte nella sabbia, incontrate durante il viaggio lungo la Route 66. Altre montagne hanno la forma di volanti e perfino di paraurti.
Sotto ogni aspetto, “CARS – Motori Ruggenti” stabilisce nuovi standard nella resa dei dettagli per Pixar. Con i suoi edifici cadenti, polvere ovunque e strati di manifesti pubblicitari sbiaditi affissi ai muri, Radiator Springs acquista una vitalità inedita.
La Vincelette commenta: “Volevamo che gli edifici della città mostrassero i segni della loro storia. Abbiamo lavorato a stretto contatto con i team che si occupavano delle ombre e dei modelli per ottenere questo aspetto vissuto e per aggiungere delle irregolarità nelle figure geometriche, come ad esempio le erbacce che spuntano dalle crepe nel cemento sui marciapiedi.”
Per dare maggiore autenticità alla location nel deserto, i modellatori del reparto incaricato della realizzazione dei set hanno punteggiato il paesaggio con migliaia di cactus, cespugli (nelle tonalità marrone, verde, giallo e sabbia) e prati, oltre a formazioni rocciose di vario tipo che rendono lo scenario ancora più suggestivo. Per ideare automobili che sembrassero il più possibile realistiche, il team di progettazione ha svolto ricerche presso esposizioni, si è recato a Detroit presso progettisti e produttori, ha frequentato le corse e studiato ogni tipo di materiale impiegato nella fabbricazione dei veicoli.
“John dà molta importanza alla ricerca”, spiega Pauley. “Ed è stata anche la fase più divertente perché abbiamo potuto frequentare fiere automobilistiche, gare e altri eventi simili. Tra le altre cose, abbiamo visitato l’officina di carrozzeria di Manuel, nei pressi dello studio. È stato un aiuto prezioso, perché ci ha fornito molti dettagli per capire come vengano applicati gli strati di vernice e di isolante.”
Il supervisore ombreggiatura personaggi Thomas Jordan spiega: “La cromatura e la vernice si sono rivelate due operazioni particolarmente complesse. Abbiamo studiato il più possibile per approfondire le nostre conoscenze. Presso il carrozziere locale abbiamo osservato come si vernicia una vettura e come le varie vernici vengano miscelate e applicate. Abbiamo quindi provato a dividere il processo nelle varie fasi e a ricrearlo al computer”, continua. “Abbiamo capito che occorreva una vernice di base per conferire il colore all’auto,_ a questa andavano aggiunte le mani successive per ottenere i riflessi. Siamo riusciti a realizzare l’effetto luccicante della metallizzazione, con colori variabili in base all’angolazione e persino l’originale effetto cromatico che caratterizza alcuni personaggi come Ramon.”
La art director ombreggiature Tia Krater aggiunge: “Mentre eravamo in visita da Manuel, abbiamo trovato un vecchio paraurti cromato e abbiamo chiesto se potevamo averlo. Così Manuel ha cominciato a pulirlo ma noi lo abbiamo bloccato subito. Lo volevamo esattamente com’era, sporco e incrostato dal tempo, con tutti i suoi graffi, le ammaccature, le macchie e le screpolature. Tutte le caratteristiche che stavamo cercando in un paraurti! Uno dei nostri tecnici, che ha creato le ombre di Carl Attrezzi, lo ha portato al sole e ha trascorso ore ad osservarlo, scattando un sacco di foto per analizzarne la struttura e la superficie.”
La colonna sonora del viaggio: le musiche di Randy Newman e le interpretazioni di artisti famosi creano per “CARS – Motori Ruggenti” una nuova tendenza musicale
Un film che celebra il nostro universale amore per le auto e la gioia di affrontare le strade meno percorse meritava una degna colonna sonora; Lasseter si è affidato per questo al collaboratore di lunga data Randy Newman (premio Oscar® 2002 per la canzone, Se non fossi con te (If I Didn’t Have You, in “Monsters & Co.”) e ai migliori artisti del momento per aggiungere al film divertimento ed entusiasmo. Con questo film, Pixar intraprende una nuova direzione; le canzoni combinate con la colonna sonora di Newman (e la stupenda canzone originale interpretata da James Taylor) propongono una varietà di stili e di interpretazioni. Il genio musicale di Newman e il contributo di altri grandi artisti dà così vita a una travolgente esperienza musicale, unica per Pixar.
Lasseter è diventato grande amico e collaboratore di Randy Newman lavorando a “Toy Story”. I due hanno proseguito a comporre splendide musiche in occasione delle loro successive collaborazioni: “A Bug’s Life – Megaminimondo” e “Toy Story 2”, per le cui colonne sonore Newman ha ottenuto la candidatura all’Oscar®, oltre alle nomination per le canzoni Hai un amico in me (You’ve Got a Friend in Me, “Toy Story”) e Quando lei mi amava (When She Loved Me, “Toy Story 2”, interpretata da Sarah McLachlan).
“Ogni colonna sonora di Randy Newman è diversa dalla precedente”, osserva Lasseter. “È in grado di scrivere la canzone più commovente del mondo e allo stesso tempo i brani più esilaranti. È incredibilmente divertente e sagace. La colonna sonora che Randy ha composto per ‘CARS’ riflette due mondi diversi: il mondo moderno dominato dalla velocità e Radiator Springs, dove l’unica cosa che gli abitanti possiedono è il tempo. Qui ogni cosa procede a rilento e Randy usa una combinazione di Bluegrass, jazz e brani tradizionali per riprodurne il ritmo. Il mondo delle corse automobilistiche presenta invece una massiccia dose di rock ‘n’ roll. La colonna sonora di questo film è in assoluto la migliore che abbia mai composto.”
Darla Anderson aggiunge: “Lavorare con Randy è come lavorare in famiglia. Lui e John sono legati da una fiducia reciproca. John parla con Randy e gli dice cosa vorrebbe, poi lo lascia da solo e Randy torna puntualmente con qualcosa che ci lascia sconvolti. Le musiche che Randy ha composto per le scene ambientate a Radiator Springs hanno uno stile paragonabile a quello di Stewart Copeland. Ha lavorato con un’orchestra composta da 110 elementi e partecipato a numerose sedute di registrazione per il Bluegrass con mandolino, chitarra e armonica. Tra le canzoni orginali scritte per il film quella di Newman si intitola Our Town. Cantata dal leggendario James Taylor, vincitore del Grammy®, il testo parla di una fiorente cittadina dove nessuno sembra avere più bisogno di nulla ma dove niente è più come una volta.”
La superstar Sheryl Crow, vincitrice del Grammy®, restituisce l’entusiasmo della gara di apertura del film con Real Gone, canzone scritta insieme al produttore John Shanks che riflette musicalmente ed emotivamente il brivido della competizione e le aspettative della folla.
Brad Paisley, amato compositore di musica country, contribuisce al film con due nuovi brani: Find Yourself e Behind the Clouds. L’ultima è stata scritta insieme al produttore e collaboratore Frank Rogers (il quale ha prodotto entrambe le canzoni).
Oltre alle canzoni appositamente composte per il film, ci sono anche due nuove registrazioni di due apprezzati musicisti. Il noto gruppo di musica country Rascal Flatts ha proposto una nuova versione della canzone di Tom Cochran, Life is a Highway. Il cantante e chitarrista più volte vincitore del Grammy® John Mayer si è esibito in un’intensa interpretazione di un classico del 1946 di Bobby Troup, Route 66. L’impressionante colonna sonora del film include anche registrazioni di Hank Williams, Chuck Berry (Route 66) e The Chords (Sh-Boom).

L’eredità’ di un genio della narrazione come Joe Ranft
“CARS – Motori Ruggenti” è dedicato a un genio della narrazione recentemente scomparso, Joe Ranft, e nei titoli di coda del film è stato reso un opportuno omaggio al suo grande talento.
Soggettista straordinario, ideatore dei soggetti e dei personaggi di alcuni dei più memorabili film d’animazione degli ultimi venticinque anni, Ranft è stato uno dei più apprezzati artisti di questo settore. Dai tempi trascorsi alla Disney, dove ha dato vita alle storie di “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, “La bella e la bestia”, “Nightmare Before Christmas”, “Il re leone” e “James e la pesca gigante”; al decennio trascorso con Pixar, creando “Toy Story” (per il quale ha condiviso una candidatura all’Oscar® come migliore sceneggiatura originale), “A Bug’s Life – Megaminimondo” e “Toy Story 2”, si è affermato come uno dei più grandi nomi nel campo dell’animazione. Come supervisore del soggetto (e co-regista) di “CARS – Motori Ruggenti”, ha dato al film sentimento, profondità e umorismo, imprimendo la sua inconfondibile impronta al personaggio di Carl Attrezzi. Ranft è deceduto nell’agosto del 2005 dopo aver terminato il lavoro per il film.
“Joe era il miglior soggettista che io abbia mai conosciuto”, osserva Lasseter. “Ha lavorato con me a tutti i miei progetti. La cosa che amavo del suo umorismo non era solo la battuta sempre pronta ma la sua attenzione ai personaggi. Riusciva ad inventarseli su due piedi. Sia che impersonasse Marlon Brando, uno spavaldo ragazzotto inglese o un esilarante contadino dagli incisivi sporgenti, mi faceva ridere fino a farmi venire le lacrime agli occhi. Durante il periodo trascorso alla Disney, ha frequentato un corso di improvvisazione comica imparando che una delle prime regole della commedia è ‘mai dire di no’. Questo insegnamento ha influito molto sul nostro modo di lavorare insieme quando ideavamo una storia. Quando si inizia qualcosa non bisogna fermare il flusso creativo. Si va avanti e non importa quale sia l’idea di partenza ma lasciarla fluire e farsi trasportare. Per me, creare una storia è come farsi strada in uno di quei giganteschi labirinti di ‘Shining’. Joe e io, di solito, ci posizionavamo all’ingresso del labirinto e ci addentravamo procedendo a tentoni. Si commettono errori, ma si impara anche a risolvere i problemi. Ma non ci arrendevamo mai, sempre pronti a esplorare ogni sentiero del labirinto. E lungo il percorso scoprivamo i personaggi e tante altre cose interessanti. Joe era l’anima dei nostri film”, aggiunge Lasseter, “aveva un cuore d’oro, come nessun altro. Aveva fiducia in tutti e tutto, ed era sempre pronto ad incoraggiarci. Trovava sempre il tempo per elargire consigli agli sceneggiatori che andavano da lui in cerca di aiuto. Era il mentore di tutti noi. Tra tutti i personaggi che abbiamo creato per Pixar, credo che Carl Attrezzi sia quello che mi rende più orgoglioso”, ammette Lasseter. “E in parte è dovuto al fatto che in questo personaggio si riflette tutto il talento di Joe. In ogni film a cui ha lavorato, Joe si è sempre concentrato al massimo sulle cose che colpivano la sua fantasia fino a farne un elemento degno del risultato finale sullo schermo. In ‘Toy Story’, erano i soldatini che agiscono come i Berretti Verdi. In ‘A Bug’s Life’, la scena in cui le coccinelle scoprono che la colonia di formiche le ritiene dei guerrieri. In ‘CARS’, lo affascinava l’idea di Carl Attrezzi che guida all’indietro. Secondo lui, la funzione di Carl Attrezzi doveva essere quella di insegnare a Saetta McQueen che non si deve giudicare un libro dalla copertina. Quando McQueen incontra per la prima volta questo furgone tutto arrugginito, non gli va affatto a genio. Ma, pian piano, scopre che l’amicizia di Carl Attrezzi è pura e che guidare all’indietro è la cosa che riesce meglio ai carri attrezzi. Carl è come il cane fedele che è sempre pronto ad accoglierti quando torni a casa dopo una brutta giornata. E anche Joe era quel tipo di amico; resterà per sempre una parte importante della mia vita.”
Ranft ha influito positivamente su tutti i membri del gruppo creativo di “CARS – Motori Ruggenti”. Steve Purcell, uno degli artisti che ha collaborato alla sceneggiatura, ricorda: “Mentre sviluppavamo ‘CARS’, Joe era entusiasta all’idea di creare una vera comunità di artisti che collaborassero attivamente tra loro. Ci proiettava le vecchie storie della Pixar per ricordarci quanto fosse stata dura completarle. Il suo motto era: ‘Dovete avere fiducia nel processo di creazione’. E se si incontravano delle difficoltà, bisognava affrontarle e risolverle.”
Dan Scanlon, altro collaboratore di “CARS – Motori Ruggenti”, aggiunge: “Joe ci diceva di non basarci sui film già completati, come ‘Toy Story’, ma su quanto avevamo già sviluppato della storia in corso. Ci incoraggiava ad analizzare i problemi già risolti per capire come a volte sia possibile trasformare una pessima idea in qualcosa di buono. Un giovane sceneggiatore che arriva alla Pixar può restare intimidito di fronte alla grandezza dei progetti realizzati in passato. Ma Joe ci mostrava quanto fossero brutte le prime versioni di quelli che poi sono diventati film di successo per farci capire che bisognava lavorare duro e avere fiducia per ottenere i risultati desiderati. Era un uomo umile e altruista, grande fonte di ispirazione per tutti noi.”

Le tecnologie all’avanguardia di Pixar: Innovazioni tecniche in “CARS – Motori Ruggenti”
Nel corso degli ultimi 20 anni, la Pixar Animation Studios ha raggiunto risultati incredibili grazie all’animazione computerizzata, creando storie e personaggi che hanno fatto storia. Dai primi cortometraggi candidati e vincitori dell’Oscar®, al primo lungometraggio realizzato interamente in computer grafica, “Toy Story”, Pixar non si è mai adagiata sugli allori. Ogni nuovo film ha rappresentato nuove sfide da affrontare:_ dall’erba e dalla scene affollate di insetti in “A Bug’s Life – Megaminimondo”, alle figure caricaturali ma realistiche di “Toy Story 2”, dai pelosi personaggi di “Monsters & Co.” al vibrante mondo sottomarino di “Alla ricerca di Nemo”, fino alla travolgente azione e ai personaggi umani de “Gli Incredibili”. E l’ultima impresa, “CARS – Motori Ruggenti”, non è stata da meno.
Sotto la supervisione del produttore associato Tom Porter, del supervisore direzione tecnica Eben Ostby e dei maghi delle tecnologie al servizio di Pixar, il progetto di “CARS – Motori Ruggenti” è partito a tutto gas per raggiungere traguardi ancora più impressionanti.
Probabilmente, la sfida maggiore per il team tecnico del film è stata ricreare le superfici metalliche delle auto, ognuna caratterizzata da vernici e riflessi particolari. Per ottenere l’effetto desiderato, i realizzatori si sono avvalsi per la prima volta di una tecnica di rendering basata su un complesso algoritmo chiamata Ray Tracing.
Ostby fornisce maggiori dettagli: “Dato che le star del nostro film sono fatte di metallo, John voleva che i riflessi prodotti fossero realistici e che utilizzassimo delle tecniche di illuminazione ancora più belle dei nostri film precedenti. In passato, abbiamo usato prevalentemente mappe ambientali e altre tecnologie basate su mascherini per aggirare il problema dei riflessi, ma in ‘CARS’ abbiamo aggiunto il Ray Tracing al nostro programma ‘Renderman’ per dar vita a qualcosa di veramente nuovo.”
La tecnica del Ray Tracing esiste da molti anni, ma il team del rendering di_ Pixar è il primo a utilizzarla in quasi ogni inquadratura di un film. Jessica McMackin si è occupata della qualità finale delle immagini, mentre Tony Apodaca ha dovuto ottimizzare il processo per ridurre al minimo i tempi di rendering.
La McMackin puntualizza: “Oltre a creare riflessi molto accurati, abbiamo usato il Ray Tracing per ottenere altri effetti. Ad esempio, per creare ombre molto dettagliate quando ci sono più fonti di luce. O per riprodurre l’occlusione, ovvero l’assenza di luce ambientale tra due superfici. O, ancora, l’irradiamento che si ha, ad esempio, quando si posiziona un foglio di carta rosso di fronte a un muro bianco e la luce, colorata dalla carta, proietta su quest’ultimo un alone rosso.”
“I nostri computer attuali sono mille volte più veloci di quelli usati in ‘Toy Story’”, aggiunge Apodaca, “ma nonostante questo, non ci accontentiamo, e ci cimentiamo in sfide sempre più complesse. A causa dell’impiego del Ray Tracing e di tutti i riflessi, il tempo medio necessario per il rendering di ogni singolo fotogramma è stato di diciassette ore. Alcuni fotogrammi hanno richiesto addirittura una settimana. In questo film, abbiamo realizzato immagini più grandi e più belle, grazie ad una illuminazione più delicata e al Ray Tracing.”
Tra le altre innovazioni tecniche del film, vi è anche un sistema di bloccaggio che tiene le auto saldamente fisse al terreno, tranne nelle eccezioni alla regola richieste dal copione. Il supervisore personaggi Tim Milliron, che ha gestito la squadra incaricata della realizzazione dei modelli, nonché del loro equipaggiamento e delle ombre, ha scritto il codice di questo programma.
“Il sistema di bloccaggio è una delle tante cose di questo film di cui vado fiero”, afferma Milliron. “In passato, i personaggi non erano mai in relazione con il loro ambiente. Era sempre necessario effettuare una simulazione per verificare il risultato di ogni azione. In ‘CARS’, questo sistema è stato integrato nei modelli stessi, così, quando l’auto si muove, resta sempre ancorata al terreno. È una di quelle cose che, come sempre alla Pixar, sappiamo essere necessaria ma che, all’inizio, non hai idea di come realizzare.”
Altra impresa di cui il team responsabile dei personaggi può vantarsi è la creazione di un sistema di controllo universale che consente di animare indistintamente tutti i 100 modelli senza bisogno di componenti aggiuntivi. In pratica, lo stesso telaio è stato adattato a ogni singola auto, mentre le sospensioni sono state personalizzate di caso in caso.
“Gli animatori hanno dovuto gestire qualcosa come 1.200 controlli”, sottolinea Milliron. “Ovviamente, alcuni caratteri, come Carl Attrezzi, necessitavano di un numero di controlli maggiore. Ma ancor più che in passato, abbiamo progettato l’intero sistema affinché tutti i controlli funzionassero insieme. Ad esempio, quattro grossi controlli consentono di gestire i movimenti della bocca: uno verso sinistra o verso destra, uno muove gli angoli della bocca in su e in giù, un altro la mandibola in su e in giù e il quarto in dentro e in fuori.”
La squadra di Milliron ha anche realizzato la folla di auto che assiepa gli spalti durante le corse che aprono e chiudono il film. Si tratta di qualcosa come 120.000 vetture sulle gradinate e altre 2.000 nel prato interno, le scene con il maggior numero di comparse mai realizzate da Pixar, di gran lunga superiore a quello delle formiche in “A Bug’s Life – Megaminimondo”. A rendere il tutto ancora più complicato, il fatto che tutti i veicoli sono animati.
Per catturare l’emozione e l’eccitazione di queste due scene, Jeremy Lasky, direttore della fotografia macchina da presa, ha assistito con il suo team a numerose corse, avvalendosi spesso dei consigli dei colleghi che riprendono tali eventi. Un veterano di Fox Sports come Artie Kemper, un pioniere delle riprese televisive delle corse automobilistiche, è stato di grande aiuto, come conferma lo stesso Lasky: “Artie ci ha dato molti suggerimenti utili su dove posizionare la macchina da presa lungo la pista. Inoltre, ci ha parlato di come esegue le sue inquadrature e siamo così riusciti a fare cose che, ovviamente, per lui risultano impossibili. Abbiamo piazzato una telecamera sotto l’auto, una in mezzo alla pista, una su una gru che scende fin sulla pista con le vetture che sfrecciano letteralmente sopra le telecamere. Ad Artie piacerebbe poter usare quei giocattoli. La posizione delle telecamere in ‘CARS’ ci consente di portare il pubblico direttamente nel cuore dell’azione, in un mondo già familiare per gli appassionati ma con inquadrature mai viste prima. In questi momenti spettacolari, le auto passano a pochi millimetri dall’obiettivo, una cosa impossibile dal vero, ma assolutamente credibile nel nostro film.”
Nonostante l’ambientazione più serena e tranquilla, anche a Radiator Springs sono stati ottenuti risultati impressionanti. Una delle sequenze più complesse del film ha luogo quando le luci al neon si riaccendono e la città prende vita con una parata di auto lungo la strada principale. Grazie a un’illuminazione brillante e audace proveniente da più fonti di luce e relativi riflessi, la scena si rivela come una delle più riuscite e spettacolari di tutto il film. Per rendere più rigogliosi e suggestivi i paesaggi desertici nei dintorni di Radiator Springs, i realizzatori hanno creato un reparto apposito che si è occupato dei mascherini e del cielo. Il direttore tecnico Lisa Forsell e i suoi collaboratori si sono fatti carico di questo compito.
“I mascherini digitali consentono di ottenere composizioni visive complesse senza necessariamente ricorrere a geometrie e ombreggiature complicate”, osserva la Forsell. “Abbiamo dedicato molto tempo alle nuvole perché tendono ad accumularsi su più strati e a muoversi con velocità diverse le une rispetto alle altre. In effetti, possiamo dire che le nuvole in questo modo dimostrano carattere e personalità. Così come le persone vedono nelle formazioni nuvolose delle forme umane, anche le auto riconoscono nelle nuvole le forme delle automobili. Alcune hanno proprio l’aspetto di una berlina. E, guardandole attentamente, altre somigliano alle tracce lasciate dagli pneumatici. La grande cura nella realizzazione del cielo la dice lunga sulla qualità visiva del film”, aggiunge. “Non c’è pixel sullo schermo che non sia stato curato nei minimi particolari. Niente è lasciato al caso.”
Steve May, supervisore effetti, ha dedicato altrettanta cura a quasi la metà delle 2.000 inquadrature del film. Tra i numerosi effetti creati, le nuvole di polvere che le auto sollevano dietro di sé, le tracce di pneumatici, i segni delle derapate, l’acqua, il fumo e la bava sul muso di Carl Attrezzi sono senz’altro i più rimarchevoli.

I realizzatori
JOHN LASSETER
(Regista)
È entrato a pieno titolo nella storia del cinema nel 1995 come regista del primo lungometraggio animato al computer, “Toy Story”, per il quale ha ottenuto l’Oscar®. Successivamente, è tornato al successo dirigendo “A Bug’s Life – Megaminimondo” (A Bug’s Life) (1998) e il vincitore del Golden Globe® “Toy Story 2” (1999), e come produttore esecutivo di “Monsters & Co.” (Monsters, Inc.), “Alla ricerca di Nemo” (Finding Nemo) e “Gli Incredibili” (The Incredibles). Tra i riconoscimenti recenti, Lasseter è stato insignito del primo ShoWest assegnato a un “Pioniere dell’animazione” e del prestigioso “Georges Melies Award” conferito dalla Visual Effects Society.
Pluripremiato regista e animatore, Lasseter è anche vice presidente esecutivo alla divisione creativa di Pixar. Ha sceneggiato e diretto numerosi cortometraggi e spot pubblicitari televisivi per Pixar, tra cui “Luxo Jr.” (candidato all’Oscar® nel 1996), “Red’s Dream” (1987), “Tin Toy”, che nel 1989 si è aggiudicato l’Oscar® come migliore cortometraggio animato e “Knick Knack” (1989). Tra i suoi altri crediti, Lasseter ha anche ideato e curato l’animazione del cavaliere di vetro del film “Piramide di paura” (Young Sherlock Holmes), prodotto da Steven Spielberg nel 1985.
Lasseter è nato a Hollywood ed è cresciuto a Whittier (California). Sua madre era insegnante d’ arte. Già ai tempi delle scuole superiori scopre la sua passione per i cartoon e per l’arte dell’animazione. Ancora studente scrive agli studi Disney della sua passione e comincia a studiare arte, disegnando figure umane e animali. A quell’epoca, Disney stava lanciando un progetto sull’animazione al CalArts, un centro di studi d’arte, disegno e fotografia molto innovativo, e Lasseter è diventato il secondo studente ammesso ai corsi. Entrambi i film di animazione da lui realizzati nei quattro anni trascorsi al CalArts, “Lady and the Lamp” e “Nitemare”, hanno vinto lo Student Academy Award®.
Durante le vacanze estive, Lasseter ha lavorato come apprendista alla Disney, ottenendo un posto a tempo pieno nel reparto di animazione dopo la laurea nel 1979. Nei primi cinque anni alla Disney, ha contribuito alla realizzazione di film come “Red e Toby nemiciamici” (The Fox and the Hound) e “Mickey’s Christmas Carol”. Ispirato dall’ambizioso e innovativo “Tron” (1982), nel quale l’animazione computerizzata è stata usata per creare gli effetti speciali, Lasseter e l’amico animatore Glen Keane traggono spunto da un noto libro per bambini per realizzare un esperimento in cui combinano brillantemente l’animazione tradizionale con movimenti di macchina computerizzati e ambienti ricreati al computer.
Nel 1983, su invito del cofondatore della Pixar Ed Catmull, Lasseter rimane impressionato dalla visita compiuta al reparto computer grafica della Lucasfilm. Resosi conto dell’enorme potenziale di questa tecnologia, Lasseter ha lasciato la Disney nel 1984 per entrare a fare parte della Lucasfilm con un contratto di un mese. I mesi sono poi diventati sei e Lasseter è diventato ben presto il motore trainante di quella che è divenuta la Pixar. Partendo dall’idea di caratterizzare un paio di lampade da tavolo, ha realizzato il premiato corto “Luxo Jr.”.
Lasseter e sua moglie Nancy vivono nel nord della California con i loro cinque figli.

DARLA K. ANDERSON
(Produttore)
Mette ancora una volta la sua conoscenza ed esperienza nel campo dell’animazione computerizzata al servizio della Pixar. Nel 1998, ha prodotto il film Disney·Pixar “A Bug’s Life – Megaminimondo” (A Bug’s Life) e, nel 2001, il blockbuster “Monsters & Co.” (Monsters, Inc.). La Anderson ha iniziato a collaborare con Pixar nel 1992, a capo della produzione esecutiva della divisione che si occupava di spot pubblicitari e cortometraggi. Il suo trascorso professionale mette in rilievo una carriera di successo nel campo della produzione di film d’azione e di animazione.
Nata e cresciuta a Glendale (California), la Anderson ha studiato progettazione ambientale presso la San Diego State University. Dopo la laurea, si è trasferita a Phoenix dove si è dedicata alla pittura e ad altre attività artistiche. Verso la metà degli anni ‘80, è tornata nella regione di San Diego e ha cominciato la sua carriera nell’industria dell’intrattenimento, ricoprendo diverse mansioni per produzioni cinematografiche e televisive locali. Tra i titoli a cui ha preso parte figurano episodi televisivi, spot pubblicitari e lungometraggi. Nel 1987, è entrata a far parte di Angel Studios, una piccola ma promettente società di produzione situata a Carlsbad, in veste di produttrice esecutiva della divisione commerciale. Ha così avuto modo di entrare nel mondo della grafica computerizzata in 3-D e ne è rimasta subito affascinata. Dopo tre anni alla Angel, si è trasferita a San Francisco con la ferma intenzione di ottenere un lavoro alla Pixar. La sua tenacia l’ha premiata e nell’arco di un anno è stata assunta come produttrice esecutiva.

RANDY NEWMAN
(Compositore, Canzoni & Colonna Sonora)
Con questo film, firma la sua quarta collaborazione con Pixar, e torna a lavorare insieme al regista John Lasseter per creare una colonna sonora degna di questa divertente e ambiziosa avventura on the road.
Newman è nato il 28 novembre 1943 e fa parte di una famiglia di noti musicisti: gli zii Alfred, Lionel ed Emil erano apprezzati compositori cinematografici e direttori d’orchestra. Persino il padre, Irving Newman, noto medico, ha scritto una canzone per Bing Crosby. Dunque, non sorprende che all’età di diciassette anni Randy Newman fosse già un compositore professionista, al servizio di un’etichetta di Los Angeles. Nel 1968, ha fatto il suo esordio in sala di incisione con il disco intitolato Randy Newman, e ben presto le sue straordinarie ed eclettiche composizioni sono state interpretate da artisti straordinari come Pat Boone, Ray Charles, Peggy Lee e Wilson Pickett.
Nel 1970, i critici hanno giustamente apprezzato il secondo lavoro di Newman, 12 Songs, e il pubblico ha cominciato a conoscere i suoi album live (Songbook offre un’occasione irripetibile per ascoltare Newman da solista), nonché il classico del 1972 Sail Away e, nel 1974, il brillante e controverso Good Old Boys. Con Little Criminals, che nel 1977 entra nella Top Ten, Newman raggiunge un inaspettato ed enorme successo commerciale con l’insolita Short People. Nel 1979, Born Again ritrae Newman sulla copertina truccato alla maniera dei Kiss con il simbolo del dollaro dipinto sul volto. Niente di più adatto per un disco che, tra i brani, comprendeva It’s Money That I Love, memorabile condanna del capitalismo rampante poi ripreso in The Randy Newman Songbook, Vol. 1. I critici sono rimasti colpiti dalla sua profondità musicale e dalla qualità letteraria delle sue canzoni ispirate a veri e propri personaggi.
Negli anni ‘80, Newman ha lavorato sia alla composizione di colonne sonore cinematografiche che alla registrazione dei suoi album. Nel 1981, ha splendidamente musicato “Ragtime”, adattamento di Milos Forman del libro di E.L. Doctorow, ottenendo le prime due candidature all’Oscar® come migliore colonna sonora e miglior canzone.
Nel 1983 ha realizzato Trouble In Paradise, mentre l’anno successivo ha vinto il Grammy® ed è stato candidato all’Oscar® per la colonna sonora de “Il migliore” (The Natural). Dopo aver lavorato ad altre colonne sonore, nel 1988 ha inciso un nuovo album dal titolo Land of Dreams, altro autentico capolavoro che Newman firma con il suo tocco personale e straordinario.
Negli anni ‘90, ha ottenuto un grande successo in ambito cinematografico e nel 1990 ha vinto l’Emmy® per le musiche della puntata pilota di “Cop Rock”. Divertente e sorprendente al tempo stesso, questo autore che mai hai disdegnato la pungente critica sociale, è diventato un idolo dei bambini di tutto il mondo grazie a colonne sonore di grande successo per film come “Toy Story” del 1995, “James e la pesca gigante” (James and the Giant Peach) del 1996, “Cats Don’t Dance” del 1997, “A Bug’s Life – Megaminimondo” (A Bug’s Life) del 1998 e “Toy Story 2” del 1999.
Newman ha vinto tre Grammy® per le musiche di “A Bug’s Life – Megaminimondo” (A Bag’s Life), “Toy Story 2” e “Monsters & Co.” (Monsters, Inc.). Inoltre, ha dilettato anche gli adulti con lo spassoso “Faust”, interpretato nel 1995 da Don Henley, Elton John, Bonnie Raitt, Linda Ronstadt e James Taylor. Nel 1998, ha pubblicato una straordinaria compilation di quattro CD, Guilty: 30 Years of Randy Newman e, l’anno successivo, un nuovo album per DreamWorks, Bad Love, prima collaborazione di Newman con Mitchell Froom. Nel 2002, ha finalmente vinto il suo primo Oscar® per Se non fossi con te (If I Didn’t Have You) da “Monsters & Co.” (Monsters Inc.).
Sebbene Newman non faccia mai progetti a lungo termine, non è nemmeno sua abitudine adagiarsi troppo sugli allori anche se, con The Randy Newman Songbook, Vol. 1 (2003), ha debuttato nel migliore dei modi con l’etichetta Nonesuch. In diciotto brani, Newman canta e suona il piano da solista offrendo una nuova, vibrante versione di alcuni suoi classici e di alcune gemme più recenti, tra cui anche brani tratti dalle colonne sonore del compositore premio Oscar®. Questa splendida e intensa raccolta riassume il lavoro costante grazie al quale Newman si è imposto come il compositore dei compositori, e anche come uno dei cantanti e compositori più ambiziosi della storia della musica pop.”

Titoli di coda (pdf, 224 K)

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2 commenti »

  1. [...] John Lasseter in visita a Maranello [...]

    Pingback di Virtual Car » Il regista di Cars - Motori ruggenti in visita alla Ferrari — 27 settembre 2006 @ 11:50

  2. [...] Fiat Panda vista da Emme-bi [...]

    Pingback di Virtual Car » — 20 ottobre 2006 @ 20:19

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