di Sergio Chierici alle 11:23
E’ davvero un piacere ed un onore ospitare questa biografia del Maestro Aldo Brovarone, scritta con stima ed amicizia da Alfredo Stola e pubblicata nel sito ufficiale di StudioTorino.
La cortesia del Maestro Brovarone e di StudioTorino si è spinta ancora più avanti, permettendoci di proporre ai nostri lettori una preziosissima galleria di immagini – fotografie, figurini, disegni, cartoline illustrate – tratte dall’”album dei ricordi” del grande disegnatore, autore di capolavori per Cisitalia e soprattutto Pininfarina: suoi i prototipi Ferrari Superamerica, Dino Berlinetta speciale, Giulia Sport tubolare, che hanno influenzato un’intera generazione di vetture sportive; sue alcune bellissime vetture di serie, come la Lancia Gamma Coupé… grazie di cuore!
Aldo Brovarone
di Alfredo Stola
StudioTorino
“StudioTorino ha la fortuna di avere Aldo Brovarone come amico.
Per questo ho il privilegio di descrivere il Suo lavoro su questo sito, certo che anche Voi scoprirete, come io casualmente ho scoperto nel 1989, uno tra i grandi stilisti dell’automobile.
Prima di parlare dei Suoi lavori, ci tengo a dirVi che Aldo Brovarone è un uomo dall’animo gentile, generoso e con il dono della vera modestia.
E’ obbligo, prima di iniziare il Suo excursus professionale, dire chiaramente che tutto ciò che ha disegnato in modo completo, o in parte come assistente, è stato fatto sotto i prestigiosi marchi Cisitalia prima, e Pinifarina poi.
Aldo Brovarone nasce il 24 giugno 1926 a Vigliano Biellese in Piemonte.
Viene avviato agli studi tecnico-commerciali, utili in quel tempo per quella particolare zona, ricca di floride industrie tessili, ma a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale, non conclude il ciclo di studi superiori.
Questo contrattempo gli permette di cambiare indirizzo professionale e di dedicarsi alla Sua passione per il disegno, supportata da innato talento artistico.
Si imbarca così per l’Argentina, dove inizia nel 1949 l’attività di grafico presso uno studio pubblicitario di Buenos Aires.
Questa prima esperienza di lavoro gli dà l’opportunità di entrare nel mondo dell’automobile: infatti viene assunto dalla AutoAr (Automotores Argentinos), azienda creata e diretta da Piero Dusio, già fondatore a Torino della Cisitalia.
Nel 1952 viene richiamato in Italia dallo stesso Piero Dusio, per essere impiegato direttamente in Cisitalia e dopo una breve esperienza, a causa della grave crisi finanziaria dell’azienda nel 1953 viene chiamato (personalmente) da Battista Farina, detto Pinin a far parte della Sua azienda.
Va detto che questo determinante incontro è stato facilitato da Piero Dusio con una lettera di presentazione all’amico Pinin.
Dopo un periodo di prova di tre mesi, Brovarone viene confermato come stilista alle dipendenze degli allora Francesco Salomone e Franco Martinengo, maturando così un’esperienza incredibile, avendo l’opportunità di lavorare in un ambiente ideale.
In quel periodo la Pininfarina disegna macchine straordinarie e così il giovane Aldo Brovarone inizia a dare i Suoi primissimi contributi disegnando dettagli, eseguendo le varie viste e talvolta trasformando gli schizzi creati dai Suoi maestri in figurini a colori.
I progetti di quello straordinario periodo sono la Maserati A 6 GCS, la Ferrari 250 Le Mans, e la famosa Ferrari costruita in unico esemplare per il regista Roberto Rossellini, l’Alfa Romeo 3500 Superflow.
Nel 1954 verrà scelto per la prima volta un Suo figurino per la realizzazione di una fuoriserie costruita in un solo esemplare per l’Avvocato Gianni Agnelli, realizzata sul telaio della Ferrari 375 America.
Prima di essere messo in produzione, ogni lavoro era sempre supervisionato e corretto dallo stesso Pininfarina.
Dopo circa otto anni di lavoro come stilista semplice, Brovarone riveste un ruolo di primo piano nel design della Ferrari Superamerica superfast 2°: infatti Suo è il disegno e il prototipo che viene presentato nel novembre del 1960 al Salone di Torino nello stand Pininfarina. Questa realizzazione sperimentale del grande carrozziere torinese propone uno stile totalmente inedito. Il disegno ha dei punti comuni con il profilo di un’ala d’aereo (gli aerei sono un’altra grande passione di Aldo Brovarone). Il bordo di entrata è costituito dal muso in mezzo al quale è stata praticata la presa d’aria del radiatore, un’ellissi di dimensioni molto ridotte che ricorda le Ferrari sport. Il bordo d’uscita è rappresentato dalla coda sfilata a punta, verso la quale convergono le curvature dell’abitacolo. Con una soluzione innovativa per rendere ancora più puro il design, Aldo Brovarone nasconde i fari anteriori sotto una mascherina di alluminio, azionata da un comando elettrico, facendoli sparire totalmente nel corpo della calandra anteriore. Volendo citare le parole di Antoine Prunet, autore del libro Ferrari “Le Granturismo” del 1980: “Questo meraviglioso coupè può essere certamente considerato, sia per il disegno che per la sua realizzazione tecnica, uno degli esempi più significativi dell’arte della carrozzeria”.
Anche di Aldo Brovarone è il disegno della Dino Berlinetta speciale, presentata nello stand Pininfarina a Parigi nel 1965. Può considerarsi l’ultimo prototipo visto dal fondatore della Pininfarina e uno fra i primi ad essere seguiti dal figlio Sergio. Un’altra rivoluzione di design, il primo prototipo di una nuova generazione a motore centrale Ferrari, il cui disegno ha ispirato molte delle successive Ferrari a motore centrale, dando così l’avvio alla generazione Dino nelle versioni stradali 206 e 246. Questo prototipo di Berlinetta speciale prende origine da una forma lenticolare nella quale si innestano le carenature per le ruote e il padiglione. Molto sottile il cofano a profilo deportante, nella cui presa d’aria sono incorporate due coppie di proiettori. Sulla fiancata, con pronunciato diedro, si apre alla radice del parafango posteriore uno sguscio che dà origine alla presa d’aria per il raffreddamento del vano motore e per l’alimentazione. Le sagomature, molto pronunciate attorno alle ruote, ricordano le allora contemporanee e famosissime P2 e P3. Degna di nota per l’assoluta novità è la parte posteriore, dove con un lunotto verticale e concavo gli fanno da cornice le due pinne laterali, che si prolungano fino alla coda. Per questa soluzione estremamente innovativa l’Ing. Carli offre un Suo prezioso contributo.
Sempre nel 1965 Brovarone disegna la Giulia Sport tubolare, a dimostrazione di un periodo molto prolifico di talento, sia per lui sia per l’azienda. Nel 1975 il Suo ultimo disegno da salone è l’Alfa Romeo Eagle su base Alfetta, il cui prototipo verrà presentato quello stesso anno al Salone di Torino nello stand Pinifarina
Nel campo delle vetture di serie Aldo Brovarone ha dato il Suo apporto stilistico alla Peugeot 504 e alla bellissima Lancia Gamma Coupé.
Dal 1988 si è ritirato in pensione, continuando a coltivare la propria passione per il disegno, la lettura e creando fantastiche cartoline illustrate rappresentanti aeroplani e auto antiche. Proprio in quel periodo, grazie all’Ing. Leonardo Fioravanti, ho conosciuto personalemente Aldo Brovarone, con cui è nata una bellissima amicizia che dura tutt’oggi.
Nel 1996, nell’allora nostra azienda di famiglia “Stola Spa”, mio zio Roberto e io decidiamo di onorare il Salone dell’Automobile di Torino con il nostro primo prototipo ispirato alla Fiat Barchetta, come ringraziamento per la fiducia che la stessa Fiat ci aveva dato per progettare quella stessa automobile. Non a caso l’auto prenderà il nome di “Fiat Dedica”.
Così chiesi all’amico Aldo se era disposto a lavorare per noi. Ed ebbi una risposta molto inusuale: “Caro Signor Stola, sono in pensione e non posso e non voglio svolgere nessun lavoro di consulenza. Se vuole potrò farLe qualche schizzo, ma lo farò per hobby. Tenermi in forma mi farà bene”. Tengo a citare questo episodio che dimostra l’onestà e la generosità di cui ho scritto nelle prime righe.
Nel 1998 Aldo Brovarone disegnerà per me alcune proposte per il prototipo Abarth monotipo, e così nel 2000 con la S.82 e nel 2002 con la GTS.
Quando nell’autunno del 2004, l’ho informato di aver lasciato l’azienda di famiglia e di aver fondato StudioTorino, con la Sua solita generosità, Aldo mi ha ancora una volta messo a disposizione il Suo incredibile talento, contribuendo al disegno della RK Spyder, da me presentata il 16 giugno 2005 al Museo dell’Automobile di Torino.
A questo proposito, vorrei citare un curioso aneddoto.
Nel settembre 2005 ricevetti una telefonata di Aldo che mi chiedeva di andarlo a trovare a casa sua per farmi una bella sorpresa. Una volta lì, ho trovato ad attendermi due fantastici figurini rappresentanti la versione Coupè della RK Spyder, presentata qualche mese prima. Non avevo assolutamente pianificato di realizzare una Coupè, ma dopo aver visto quei figurini così finemente disegnati dal mio prezioso amico e letteralmente conquistato dal suo incredibile entusiasmo, ho avviato questo nuovo progetto che vedrà la sua luce a inizio estate 2006.
Raccontare su questo sito la storia personale di Aldo, descrivere il suo contributo professionale nelle aziende Cisitalia e Pininfarina, e sottolineare il tempo dedicato alla mia persona, è per me un modo per ringraziarlo doverosamente, se ancora non lo avessi fatto sufficientemente.
Ho voluto che anche i lettori di www.studiotorino.com conoscessero un uomo dall’animo gentile e di rare virtù, con una grande passione per le “belle” automobili.”
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Didascalie delle immagini
Foto di gruppo con Manuel Fangio
presso la Autoar a Buenos Aires (1949)
Disegno e prototipo della Ferrari SuperAmerica 2 (1960)
Il primo schizzo della Dino (interessante la soluzione del vano motore centrale)
Due proposte della Dino Berlinetta Speciale (1964)
Il prototipo Dino prima della partenza per il Salone di Parigi (1965)
Raffinata illustrazione della Dino in versione stradale
Giulia Sport tubolare Pininfarina 1965
Prototipo Alfa Romeo Eagle del 1975
Peugeot 504 disegnata nel 1965
Uno dei primi disegni della Lancia Gamma Coupé (1974)
Brovarone: bozzetti Stola e Studiotorino
- Immagini tratte dall’”album dei ricordi” di Aldo Brovarone
- Alfredo Stola, StudioTorino, Virtual Car
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[...] Prime Impressioni di guida di Virtual Car, dedicate ad una vettura davvero unica. Ne avevamo già trattato, ricondandone la presentazione ufficiale in California lo scorso 18 agosto 2006, con la pubblicazione delle caratteristiche principali e di una nutrita galleria di immagini. Nell’occasione, abbiamo anche celebrato l’opera di un grande Maestro del design, Aldo Brovarone… perché proprio da un’idea di Aldo Brovarone ad Alfredo Stola, fondatore di STUDIOTORINO, è nata la linea della RUF STUDIOTORINO RK Coupé. Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di provare il concept C1/1 della vettura, proprio quello presentato in California e noto ormai in tutto il mondo grazie anche alle incantevoli fotografie realizzate nello studio di René Staud in Germania. [...]
Pingback di Virtual Car » Impressioni di guida: RUF STUDIOTORINO RK Coupé — 30 ottobre 2006 @ 20:21
[...] In anni successivi – nel 1957 – Paul Bouvot prende il posto di Henri Thomas, ma il compito resta identico: ricostruire uno Stile Peugeot, proseguendo la proficua collaborazione con Pininfarina. La cooperazione fra i due centri stile è visibile già per la 204, prodotto disegnato da Pininfarina, la cui versione coupé e cabriolet esce però dal centro di La Garenne. Per la 504, invece, la collaborazione a due mani è ancora più evidente: il frontale è francese, mentre la carrozzeria è italiana, disegnata per Pininfarina da Aldo Brovarone. Siamo ormai nel 1960 e Paul Bouvot può essere fiero dei risultati ottenuti, sopratutto perché il Centro Stile Peugeot comincia ad ampliarsi, contando già dieci disegnatori, fra i quali uno di 18 anni che promette bene: Gérard Welter. [...]
Pingback di Virtual Car » Storia dello Stile Peugeot — 11 maggio 2007 @ 12:27
[...] La Dino 246 GT, derivata dalla concept Pininfarina disegnata da Aldo Brovarone, era una serie a motore centrale alla base della gamma della Casa di Maranello, recante come marchio “Dino”, il nome del figlio di Enzo Ferrari prematuramente scomparso. Nel 1967 arrivò per prima la 206 GT, con un 6 cilindri a V di 1968 cc da 180 CV a 8.000 giri/min, in posizione centrale; seguì, nel 1968, un aumento di potenza, fino a 195 CV a 7.600 giri/min. Non mancano le proposte, da parte dei designers (ad esempio, su Virtual Car, Andrea Rosati e Reggiani…) per una Dino del futuro: ora proponiamo questa interessante intepretazione realizzata dal designer turco Ugur Sahin. [...]
Pingback di Virtual Car » Ferrari Dino Concept Study, di Ugur Sahin — 21 giugno 2007 @ 17:27