Articoli del 28 febbraio 2007

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Volkswagen Golf story: la continuità del design

di Steve 147 alle 17:14

Golf design story
[ 49 foto ]

La Golf, da molti anni vettura di riferimento nel segmento C, si identifica attraverso una forte continuità del design. A partire dal primo modello del 1974, la MK1 (Mark One), la casa tedesca ha seguito un processo evolutivo che non ha mai prodotto forti stravolgimenti. Il design dell’auto ha subito dei continui miglioramenti ed affinamenti, adeguandosi ai tempi e alle nuove tendenze, le dimensioni sono gradualmente aumentate, ma i tratti stilistici della prima versione sono sempre riconoscibili.

A conferma dell’intenzione di non modificare troppo questo modello che ha ottenuto un forte successo, è stato mantenuto inalterato anche il nome. Sin dalla nascita, la Golf si propone immediatamente come auto rivoluzionaria, grazie alla sua semplicità, allo stile originale e lineare e alla razionalità costruttiva.

Quando Giorgio Giugiaro disegnò la prima Golf, la Volkswagen usciva da un periodo difficile e la berlinetta due volumi rappresentò il simbolo del rinnovamento. La MK1 raccolse l’eredità del Maggiolino e diventò ben presto leader nelle vendite in Europa trasformandosi in una vera “icona”. Diversamente da altre case automobilistiche, che hanno cambiato radicalmente lo stile delle nuove generazioni dei loro modelli, la casa tedesca ha scelto di evolvere la Golf  partendo dagli elementi caratterizzanti presenti nella prima versione. Lo “spirito” della Golf  di Giugiaro è un elemento a cui Volkswagen non ha voluto rinunciare.

Golf I
La versione del 1974 ha un design di impostazione geometrica, netto e definito, basato su linee rette e spigoli accentuati. La vista laterale, a due volumi, è caratterizzata da uno sbalzo anteriore importante e dinamico, con il cofano anteriore spiovente e da uno posteriore corto che termina con il portellone e il lunotto molto verticale. La fiancata ha un andamento orizzontale, lineare fino allo sbalzo posteriore ed è spezzata ed alleggerita visualmente da una sottile scanalatura. Il padiglione lungo e il robusto montante C, inclinato in avanti, completano la visione d’insieme. Le grandi superfici vetrate e la proporzione tra vetro e lamiera di 50/50, sono caratteristiche delle vetture degli anni ’70-’80. I passaruota sono ben delineati e fuoriescono dalla fiancata, in modo piuttosto marcato; questo elemento si riscontra ancora oggi sulla maggior parte delle vetture che hanno una forte caratterizzazione sportiva e dinamica. La successiva aggiunta, nelle versioni GTI, di elementi in plastica nera enfatizza ulteriormente il profilo dei passaruota.

La calandra anteriore, di forma rettangolare, si estende orizzontalmente lungo il frontale della vettura e i gruppi ottici, circolari, sono posti agli estremi della stessa. I primi prototipi realizzati dall’Italdesign prevedevano i fanali anteriori rettangolari; fu preferita per la verisone definitiva la soluzione con fari rotondi. Nella versione sportiva GTI i fari tondi diventano quattro e aumentano l’aggressività del frontale. Proprio nella parte anteriore si possono riscontrare gli elementi di forte riconoscibilità che, anche se rielaborati nelle successive versioni, mantengono una forte immagine del modello di origine.

Il design della coda è semplice e razionale, impostato sull’importanza del montante C e sul sottile spessore laterale del portellone. Lo sviluppo orizzontale è evidente anche nel posteriore che ha fanali rettangolari, tra i quali si inserisce la targa. La soglia di apertura del portellone, piuttosto alta, si ricollega idealmente alla griglia anteriore, attraverso una linea di continuità rappresentata dal bordino che percorre la fiancata. I paraurti, che contribuiscono ad enfatizzare la linearità del frontale e del posteriore, sono realizzati con profilati di acciaio a cui sono applicati smorzatori in materiale plastico. Successivamente verranno sostituiti da scudi paracolpi interamente in plastica.

Alcune modifiche apportate, rispetto ai disegni iniziali di Giugiaro, scaturirono da esigenze aerodinamiche in seguito ai test effettuati in galleria del vento. 

Negli anni successivi entreranno in produzione la versione GTI e la “sorella” a gasolio GTD. Visto il notevole successo commerciale e di immagine, la Volkswagen decise di introdurre anche una versione cabriolet e ne affidò la produzione alla carrozzeria Karmann.

Anche se le nuove versioni della popolare due volumi non hanno una sola linea uguale a quella della MK1, il riferimento alla continuità stilistica è facilmente percepibile. Lo scopo che i designer Volkswagen si sono prefissati nella progettazione delle versioni successive, è stato di realizzare una vettura che: “Sin dal primo sguardo fosse riconoscibile come una Golf”. 

Golf II
La seconda serie, presentata nel 1983, subisce un’evoluzione ed approfondisce i temi stilistici del primo modello. L’ importante cofano anteriore e il montante posteriore massiccio, restano elementi fondamentali del design. Le linee, pur rifacendosi alle proporzioni della versione del ’74, sono più arrotondate e meno nette. Nel frontale si mantiene la configurazione ad andamento orizzontale con i fari rotondi; il posteriore ha un portellone di dimensioni più generose che si estende maggiormente verso i fianchi della vettura. I fanali posteriori sono più grandi e hanno una forma rettangolare smussata che si inserisce nel taglio verticale del baule. I paraurti diventano più massicci, ma rimangano elementi slegati dall’insieme e non ancora completamente integrati nella carrozzeria; tale integrazione si manifesterà nelle successive evoluzioni. La vettura si presenta complessivamente più importante e meno snella, grazie anche all’andamento curvo delle fiancate (più verticali nella prima Golf). Crescono le dimensioni esterne ed interne a vantaggio di una migliore abitabilità e di un maggiore comfort.

Golf III
Il processo di affinamento del design subisce una spinta più incisiva con la terza serie, scostandosi in modo più sostanziale dall’impostazione classica delle prime due versioni. Si mantiene la tipica silhouette dei modelli precedenti con il tetto lungo, il largo montante posteriore e il lunotto verticale. La fiancata ha un andamento a cuneo ed è maggiormente modellata e sensibilmente caratterizzata da un’ampia scalfatura laterale. Il frontale ha una nuova connotazione, si allontana dalla versione II ed è l’elemento che maggiormente caratterizza la Golf III del 1991. I fanali anteriori, di forma rettangolare arrotondata, sono a sviluppo orizzontale e determinano una rottura con il passato, in cui dominavano gli elementi circolari. Il posteriore rimane invariato con fari di grandi dimensioni, smussati e raccordati alla forma del portellone, che scende fino al bordo del paraurti. I fascioni paracolpi diventano elementi integrati nel corpo vettura e si armonizzano meglio con la carrozzeria dell’auto, seguendo dettami stilistici al passo con i tempi.

Golf IV
Con l’arrivo della quarta generazione si amplifica quel processo lento e graduale di metamorfosi. L’aspetto fortemente geometrico e spigoloso della Golf di Giugiaro si è lentamente attenuato, fino a raggiungere uno stadio in cui scompaiono le linee rette e si fanno strada volumi fluidi, masse compatte e forme morbide. L’identità architettonica della vettura è la stessa della prima serie ma ora le forme più piene e robuste, sembrano aver raggiunto una completa maturità espressiva.

La Golf IV (1997) è simbolo di funzionalità, robustezza e qualità costruttiva, abbinata ad un’eleganza classica e sobria. La vista frontale richiama quella della versione III, ma la forma ovale dei fanali è ancora più evidente e racchiude al suo interno il tema dei fari circolari presenti nella prima versione. Gli scudi paraurti formano un elemento unico con la carrozzeria e nascono, all’anteriore, dal raccordo dei parafanghi con la mascherina e al posteriore, dalla prosecuzione dei passaruota con il portellone. Sembra quasi una scultura ottenuta dalla cesellatura di un unico blocco di materiale. La fiancata connotata dal solito profilo è ora completamente liscia e priva di alcuna scanalatura a dimostrazione di una grande  pulizia stilistica. Le ruote a filo carrozzeria e le proporzioni raggiunte suggeriscono un certo dinamismo della vettura. Il volume di coda è più avvolgente e movimentato, con i gruppi ottici raccordati alle fiancate senza soluzioni di continuità; Il montante C si sposa armonicamente con il portellone.

Golf V
La Golf V è stata disegnata partendo da alcuni parametri fissi, rappresentati dalle proporzioni mutuate dalle versioni precedenti. Le affinità visive con le altre generazioni Golf sono quindi evidenti, ma solo superficialmente, perché l’ultima arrivata adotta un linguaggio stilistico più raffinato.

Il concetto di integrazione dei paraurti è spinto ancora oltre; ora ci troviamo di fronte ad un’unica massa che definisce cofano, spoiler, padiglione, fiancata e posteriore. Il parabrezza è molto inclinato e il coperchio del motore si prolunga verso i fanali anteriori, ancora di forma ovale, ma più smussati e raccordati verso il centro della griglia. 

Le due pieghe che segnano il grande cofano sono più evidenti rispetto alle precedenti Golf e si raccordano in modo curvilineo con i parafanghi anteriori. E’ presente un diverso disegno dell’anello porta e una diversa proporzione tra vetratura e fiancata, con un andamento marcato a cuneo e una nervatura che ne delinea la parte finale posteriore. La linea del tetto è discendente e il motivo del montante posteriore è enfatizzato, in particolar modo, dal raccordo con le linee di taglio della portiera, del paraurti e del faro posteriore. Il profilo della fiancata è liscio ed è esaltato dalla linea dei longheroni leggermente rivolta verso l’alto. Le maggiori modifiche sono state apportate al posteriore, con la realizzazione di spalle larghe in corrispondenza del montante C. I gruppi ottici di coda (in linea con la recente produzione Volswagen) hanno forme fortemente arrotondate, sono scomposti in due parti e si incuneano nel portellone, che ha un andamento continuo con il profilo del lunotto.

- Volkswagen, Virtual Car

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3 commenti »

  1. [...] La Volkswagen Golf, in 33 anni ha collezionato ben 25 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo. Un successo planetario protrattosi nelle 5 generazioni della media tedesca. La prima generazione, disegnata da Giorgetto Giugiaro è rimasta nel cuore di molti, soprattutto nella mitica versione GTI, auto che ha inaugurato il segmento delle compatte sportive. Era il 1976 e, dopo 31 anni, la mitica Golf I GTI ritorna in listino, seppur con qualche modifica e solo per il mercato Sud Africano. [...]

    Pingback di Virtual Car » Volkswagen Citi Golf 1.8iR — 8 maggio 2007 @ 16:26

  2. [...] La Volkswagen ha presentato la più potente e veloce Golf mai prodotta: la Golf GTI W12-650 Concept. Questa Golf monta il 12 cilindri Volkswagen bi-turbizzato, in grado di erogare una potenza di 650CV a 6000rpm con una mostruosa coppia di 750Nm a 7500rpm. Le prestazioni, grazie a questo motore, sono degne di una supercar: la velocità massima è di 325 Km/h e scatta da 0-100 Km/h in solo 3,7 secondi. [...]

    Pingback di Virtual Car » Volkswagen Golf GTI W12-650 — 17 maggio 2007 @ 16:30

  3. [...] La gamma della Volkswagen Golf, in questi giorni, subisce alcune variazioni in occasione del lancio del modello 2008. La novit? principale è quella dell’introduzione dell’allestimento “GT Sport”, che sostituisce le precedenti Sportline e GT/GTD. [...]

    Pingback di Virtual Car » Volkswagen Golf MY2008 — 31 maggio 2007 @ 15:38

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