di Sergio Chierici alle 20:09

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Al Salone di Francoforte viene presentata al pubblico la Fiat Punto Evo, ma Virtual Car ha già avuto la possibilità, lo scorso 9 settembre 2009, di vedere in anteprima la nuova vettura in un incontro riservato ai siti internet automotive presso il Centro Stile Fiat, nella recente struttura di Mirafiori denominata “Officina 83″. Abbiamo potuto così “toccare con mano” alcuni esemplari di pre-serie, ma soprattutto dialogare con Roberto Giolito (Fiat Style Director), Giampiero Briguglio (Interior Designer), Fabrizio Giachello e Alessandro Paolucci (Product Manager Punto Evo), che hanno esposto le linee guida della progettazione della nuova Punto Evo, e hanno risposto cortesemente a tutte le nostre domande.
La Punto Evo (nome in codice CS 199 FL)nasce al Centro Stile Fiat, che già aveva partecipato in modo diretto anche alla definizione della Grande Punto firmata da Giugiaro. Roberto Giolito, responsabile del design dal 2007 del marchio Fiat (che risponde al reponsabile del design dell’intero gruppo, Lorenzo Ramaciotti) ha chiaramente espresso il punto di partenza dell’operazione “Punto Evo”: migliorare il design di una vettura con la quale il gruppo di progetisti ha un rapporto, in un certo senso, affettivo, “amorevole”. “Evo”, dunque, non inteso come semplice modifica di alcune parti, ma come vera “evoluzione”, per fare della Punto un prodotto ancora migliore.
La Grande Punto rappresentava alla sua uscita uno dei primi esempi di segmento B orientato verso il segmento superiore, ed è piaciuta subito per la sua serietà di design e di progetto: uno dei messaggi, allora non molto diffuso dai canali di comunicazione, era “berlinetta monovolume”, che si addice ad una vettura concreta e polivalente, anche se forse ne è stato colta di più l’anima sportiveggiante. Attraverso l’analisi interna di prodotto e l’indagine svolta tra i clienti Grande Punto, si sono definiti gli elementi che dovevano essere migliorati, partendo dall’abitacolo, e in particolare dalla plancia, dall’aspetto generale e dalla finitura “rigida” e non sufficientemente appagante. Bisognava, pertanto trasformare una plancia dalle linee molto semplici e “piatte” in qualcosa di più movimentato e gradevole. Per la nuova definizione dell’esterno si è invece scelto di dare alla vettura una maggiore “importanza”, sia esteticamente che in termini di “maturità”, ma anche una più esatta corrispondenza tra i contenuti dell’auto “sotto pelle” e la carrozzeria.
Da queste basi, il Centro Stile (attualmente composto da circa 60 persone) ha elaborato il nuovo progetto della Punto Evo. Esternamente, il lavoro più importante è stato compiuto sul frontale, che è anche l’elemento maggiormente identificativo dell’auto: la progettazione dello scudo anteriore, particolarmente complessa, ha richiesto circa 8 mesi. Da una parte, si è cercata una maggior aderenza con il “front-end” della vettura, come una sorta di omaggio alla sua ingegneria: se, infatti, la Grande Punto mascherava l’altezza della traversa anteriore con una griglia superiore di dimensioni più alte, risultando un poco “sospesa”, ora le prese d’aria (disegnate dagli ingegneri) rispecchiano quasi esattamente le dimensioni di traversa e radiatore anteriore – basta osservare gli elementi “forati” della calandra. Abbandonata la soluzione un po’ “Maserati”, si è dunque cercata una forma più attuale per lo scudo anteriore, che è stata definita in una “bocca unica” costituita dalle due prese d’aria (con quella superiore un poco sporgente e “cattiva”, con echi di quella della Fiat Coupé) e dal “paraurti” orizzontale davanti alla traversa. Il tutto è integrato in un unico elemento, per cui non è prevista la colorazione della zona centrale in tinta con la carrozzeria: la finitura sarà infatti sempre grigia – “al naturale” con tratttamento superficiale, oppure verniciata con effetto metallico (”metalluro”). Questo per evitare di avere troppi centri di attenzione (due calandre, più lo stemma superiore), effetto che peraltro sembrava emergere dalle prime immagini dell’auto, ufficiali e non.
C’è, comunque, anche un’intenzione di arricchimento, di aumentare la quantità di zone grafiche visibili anche “dallo specchietto”, con una sorta di reimpaginazione degli elementi: ecco dunque il nuovo baffo alla base del cofano, “incastonato” in un area che comprende anche, al centro, lo stemma Fiat, non più “appeso” alla griglia, ma in un certo senso “nobilitato”. Il baffo, che è in un pezzo unico, richiama certamente le Fiat storiche e la 500, ma non costituisce di per sé un elemento “assoluto” del nuovo family feeling Fiat; ha anche il vantaggio di far sembrare nuova anche la parte metallica della carrozzeria, che invece è rimasta immutata, e di definire meglio la curvatura del cofano anteriore. Può essere anche rifinito in modi differenti a seconda delle versioni – è infatti cromato nelle Punto Evo “Confort” (Dynamic, Emotion, Confort) e brunito, ma mai nero, nelle Sport; anche le griglie (a nido d’ape nelle Sport, con maglia a rettangoli nelle altre) sono ugualmente differenziate. In sostanza, gli elementi sono due (baffo e scudo), ma variamente articolati e con diverse possibilità di personalizzazione estetica: quelle che troveremo effettivamente nei modelli di serie a quelle possibili nel mercato “after market”, o le opere uniche di tuners ed elaboratori, che ancora oggi amano la Fiat Uno…
Cambiano un poco anche i gruppi ottici. Quelli principali hanno ora una copertura lievemente più spigolosa, con cornici e alcune parte interne in tonalità scura, a seconda delle versioni. Gli indicatori di direzione, bruniti per non emergere dal disegno generale della “bocca” e in policarbonato per resistere meglio agli urti, sono ora disposti all’estremità del paraurti, perché il loro posto nel gruppo principale è stato assegnato al DRL (luce diurna). I retronebbia sono disposti inferiormente, in una posizione un po’ ravvicinata sempre per rispetto del disegno della bocca; il design della parte inferiore dello scudo dovrebbe migliorare la protezione dell’urto femorale dei pedoni.
Nella coda le modifiche sono state minori, concentrandosi soprattutto sullo scudo – ora comprendente un’area scura parallela a quella anteriore e le luci aggiuntive di nuovo disegno – e sui gruppi ottici superiori. Questi ultimi hanno una cornice scura, per dare l’illusione di un lunotto più largo e avvolgente, una zona esterna ad “effetto colonna”, ossia a linea continua (sebbene non tutto l’elemento sia effettiavamente luminoso) e due zone interne trasparenti, ad effetto gioiello, che mettono in evidenza le lampade colorate. Nel complesso, la Punto Evo appare più larga e bassa, e grazie ai nuovi inserti più a rilievo negli scudi, sembra anche più lunga e “importante” nella vista laterale.
La scritta Punto Evo, in maggior risalto così come lo stemma Fiat, abbandona Mr. Dot (la P stilizzata in forma di omino alla guida) a favore di un carattere hi-tech, con effetto di metallo fuso, realizzato da Armando Testa dopo un concorso interno; rimane il “punto” colorato nella parte inferiore della “T”, che individua le diverse versioni: rosso per la Sport, nero per la Confort, verde per le versioni ecologiche. Altri dettagli esterni (modanature, elementi cromati), e i nuovi cerchi (anche con finitura in due toni) completano le modifiche esteriori.
Il lavoro principale è stato comunque compiuto all’interno, integralmente “rivoluzionato”. Giampiero Briguglio, che ne ha curato lo stile, ha impostato una nuova plancia su tre moduli (a differenza del precedente quadro di comandi unico), con forme bombate e superfici lucide e a prova di impronte digitali, riuscendo ad ottenere una migliore qualità percepita, ma anche una più efficace ergonomia. La vettura prevede anche la predisposizione per un sistema telematico integrato, che permette l’associazione tra il già noto Blue & Me con un navigatore (staccabile dalla vettura) realizzato in collaborazione con Tom Tom, attraverso il quale si possono controllare le varie funzioni di infotainment. Un apposito “braccio” permette di poter sostituire, in futuro, il navigatore con uno più moderno, o comunque di staccarlo dalla vettura, senza ingombri di fili o elementi esterni. La zona inferiore della plancia, in morbido materiale traforato, può in alcune versioni essere nella tonalità della carrozzeria, mentre tra il cassetto portaoggetti e la parte superiore della plancia si trovano delle inedite luci di ambiente, costituite da una serie orizzontale di LED “nascosti”: una novità per la categoria. La strumentazione a elementi circolari è di tipo più sportivo, e richiama quanto già visto su Bravo e Alfa MiTo. Vari tipi di finitura lucida, alcune ancora in fase di test nelle Punto Evo mostate, caratterizzano anche altre zone dell’abitacolo, come ad esempio i fianchetti delle porte.
Completiamo queste prime informazioni con gli interessanti bozzetti della Punto Evo, realizzati dal Centro Stile, che forniscono graficamente un’idea precisa delle linee guida di progettazione dell’auto.
- Virtual Car
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Materiale Grande e bozzetti molto bella, esclusivamente per noi che non possiamo essere all’interno del Centro Stile. Congratulazioni a tutti!
Jony.
Commento di joao luiz diaz — 16 settembre 2009 @ 00:12
a questo proposito: “Il tutto è integrato in un unico elemento, per cui non è prevista la colorazione della zona centrale in tinta con la carrozzeria: la finitura sarà infatti sempre grigia – “al naturale” con tratttamento superficiale, oppure verniciata con effetto metallico (”metalluro”). Questo per evitare di avere troppi centri di attenzione (due calandre, più lo stemma superiore), effetto che peraltro sembrava emergere dalle prime immagini dell’auto, ufficiali e non.”
mi sembra un controsenso.. per non avere una zona di attenzione in piu’ sara’ ben meglio avere il fascione dello stesso colore della carrozzeria, no?
Commento di ale.com — 16 settembre 2009 @ 10:54
#ale: il disegno è stato concepito per avere due zone: quella superiore (baffo+stemma) e quella inferiore (bocca, considerata un tutt’uno, pur essendo composta da più parti). Con l’elemento trasversale nello stesso colore della carrozzeria si avrebbero tre zone scure (baffo+stemma, griglia superiore, griglia inferiore)e se ne perderebbe il profilo complessivo. Tra l’altro, questo effetto risalta meglio nelle versioni Sport, dove le tonalità di tutti gli elementi sono più scure.
Commento di Sergio Chierici — 16 settembre 2009 @ 11:10
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