Articoli del 2 marzo 2009

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Special Virtual Car: il design della Renault Mégane III, intervista a Fabio Filippini

di Sergio Chierici alle 11:26

Fabio FIlippini e Megane project
[ 26 immagini ]

Siamo lieti di presentarvi un’inedita intervista a Fabio Filippini, Directeur Design Intérieur di Renault, in merito al design della nuova gamma Mégane, da poco commercializzata nelle versioni berlina e coupé e che sarà presente a Ginevra 2009, anche con altre varianti di carrozzeria. Nelle risposte di Fabio Filippini, che ringraziamo, troviamo descritte le linee guida generali, insieme a dettagli più specifici, del design Mégane, con un inquadramento complessivo del nuovo corso del design Renault.

Intervista a Fabio Filippini
1. Innanzi tutto, i nostri complimenti per il progetto Mégane III. Fin dalla prima serie è secondo noi uno dei più stimolanti progetti europei di “famiglia” di vettura su pianale unico, dove, granze anche all’aiuto del design, le auto sono inconfondibilmente “Renault Mégane”, ma le parti condivise sono ottimanente “dissimulate”, realizzando versioni dalla forte caratterizzazione individuale. Con la terza serie questo modo di procedere sembra assumere, se possibile e per quel che finora è stato pubblicamente rivelato, un grado di “maturità” ancora superiore.
In quanto tempo è stata disegnata, partendo dal “foglio bianco”, la Mégane III? Le vetture della famiglia sono state concepite contemporaneamente, o in fasi diverse?

«La fase di disegno di Berlina e Coupé è iniziata nel settembre 2005 per arrivare alla scelta dei due design definitivi nell’aprile 2006. Berlina e Coupé sono state sviluppate in parallelo; le altre versioni in seguito, ma tutte insieme nell’arco di circa 2 anni.»

2. Che peso ha avuto nella fase creativa la realizzazione di “sketches” preliminari, ancora non perfettamente definiti ma potenziali fonti di “idee” creative?

«La creazione si esprime sempre con una ricerca iniziale di schizzi e bozzetti (su carta o computer) per definire i temi forti da sviluppare.»

3. Da quante persone è costituita la squadra di design del progetto “B95″? Hanno lavorato in un unico centro, o in varie sedi tra loro coordinate?

«Più o meno una decina di persone al Technocentre, ma al progetto hanno contribuito nelle fasi iniziali anche i centri satelliti Renault Design Barcelona e Renault Design Paris.»

4. Nella recente Tavola Rotonda sul design organizzata da Renault Italia a Milano, Lei ha dichiarato che il design Renault a partire dal 1988 avrebbe attraversato tre fasi: il periodo di “avvio” (Twingo, Espace, prima Scénic), il momento di più forte sperimentazione (Avantime, Vel Satis, Mégane II) e il passaggio all’attuale “stile più attraente e meno creatore di barriere”. Per quel che riguarda la Mégane III, non è avvertibile anche un certo richiamo allo stile e alle proporzioni generali della prima Mégane, compatta fastback che introduceva l’”arco” (e quindi, per estensione, la “curva”) come uno dei motivi dominanti, rispetto alla più “monolitica” R19 di Giugiaro?

«Non credo, in tutti i casi non c’è stata nessuna intenzione di riferimento…»

5. Nelle Renault della generazione stilistica precedente, il logo Renault era inserito in un elemento trapezoidale, la cui “piega” ricordava sinteticamente i frontali delle “origini” del marchio. Abbiamo notato che tutte le nuove creazioni Renault (Twingo, Laguna, Kangoo, Mégane) hanno impostato il frontale su una “losanga” di più ampie dimensioni, quasi incastonata nella carrozzeria senza una vera e propria “mascherina”, e con una più ampia presa d’aria inferiore. Da dove nasce l’ispirazione per questo motivo stilistico? Sarà una costante identificativa anche per le Renault dell’immediato futuro, o tornerà in qualche modo ad esserci una “calandra”?

«La messa in scena del “losange” è l’elemento principale dell’identità Renault di questi ultimi anni. La “calandra” non è mai esistita come un vero elemento identitario nella storia della nostra marca; per cui, nella nuova famiglia Mégane preferiamo dare un’importanza superiore alla scultura del cofano, con le due nervature convergenti sul logo, e al tempo stesso abbiamo voluto sviluppare un tema stilistico puro e graficamente evidente che “lega” i fari con l’entrata d’aria inferiore.»

6. Ci è parso che la coda della Mégane III mantenga comunque certi “segni” dell’originalissima coda della Mégane II, nonostante le linee morbide, il lunotto inclinato, la maggiore continuità rispetto al contesto della carrozzeria. Anche il frontale mantiene secondo noi certi aspetti della Mégane precedente, ad esempio con l’evidente linea di demarcazione dello scudo anteriore, seppure spostata, o con i “baffi” rialzati che partono dalla base del montante e proseguono anteriormente (prima rettilinei, ora con forma “ad arco” sul cofano). Questa specie di richiamo “subliminale” tra le due generazioni di Mégane è una scelta stilistica intenzionale, o deriva più che altro dalla condivisione della piattaforma?

«Dalla fine degli anni novanta, esiste certamente una filiazione stilistica progressiva tra i vari modelli della gamma Renault. Elementi come le due “ali” del cofano, il lunotto curvo e la semplicità moderna dei volumi, sono parte di un linguaggio design che evolve e progredisce continuamente, appoggiandosi sui fondamenti stilistici e formali identitari della nostra marca.»

7. Rispetto agli spigoli vivi della Mégane II, dal forte impatto visivo, la nuova Mégane impiega più rassicuranti e “sensuali” linee curve, capaci di coinvolgere senza ricorrere a stilemi troppo marcati. Tra le “curve” della Mégane III appare, tuttavia, una novità assoluta: la piega “a onda”, quasi di matrice “racing”, sopra il parafango anteriore. Ci sono venute in mente certe linee sinuose del passato, soprattutto di scuola italiana (la Dino Pininfarina di Aldo Brovarone, come esempio limite), e ne abbiamo constatato un certo ritorno in auge, ad esempio nelle ultime Audi, sia pur in altra forma. Come è nata l’idea dell’impiego nella Mégane III di questo elemento stilistico, e con quali intenzioni?

«La volontà di ritrovare un linguaggio formale più vicino ai codici sportivi dell’automobile, e una ricerca di sensualità e dinamismo nelle linee, è alla base di questo tema più “sinuoso”. Questo “balzo dinamico” della linea di fiancata permette inoltre d’esprimere le qualità dinamiche reali della nuova Mégane»

8. Se è vero che le linee curve sono più coinvolgenti, è anche vero che tra Mégane berlina e coupé c’è una differenza in termini di impatto visivo, mostrando la tre porte elementi stilistici più forti e decisi, per non dire più sfrontati (che raggiungono il massimo livello nella conturbante Mégane Trophy). Si seguirà anche per gli altri modelli della famiglia Mégane III il principio di adottare le idee più “trasgressive” nei modelli “di nicchia” o dichiaratamente sportivi, riservando alle versioni “da famiglia” uno stile con minori arditezze?

«Quando si crea una famiglia completa di automobili dello stesso segmento, è importantissimo di saper posizionare in modo chiaro e coerente ogni singolo modello della gamma. Per conseguenza, il design è il mezzo pricipale per esprimere tutta la gamma di caratteri specifici ad ogni singolo modello.»

9. Lo stile della Mégane III prende spunto da numerose concept cars prodotte da Renault in questi ultimi anni, mentre non sembra richiamare esplicitamente elementi stilistici di Renault del passato. Nella definizione del design, ci sono stati comunque dei termini di paragone con alcune Renault storiche, o se ne è cercato soltanto di riproporne genericamente lo “spirito” in chiave contemporanea?

«Il design Renault non cerca mai di ripetere il passato da un semplice punto di vista stilistico. Noi cerchiamo piuttosto di mantenere i valori fondamentali della nostra marca (o di un particolare modello), ma sempre con la volontà di essere in fase con il nostro tempo e di proporre ogni volta un design innovante: questo é il vero spirito del Design Renault.»

10. Quanto le scelte ingegneristiche, a cominciare dalla piattaforma derivata da quella della Mégane precedente, ma anche le nuove normative (crash test, ecc.), hanno influito nella definizione dello stile della Mégane III? In particolare, c’è qualche elemento della carrozzeria che inizialmente doveva essere diverso, ed è poi stato modificato per esigenze di produzione?

«La base esistente della piattaforma ci ha permesso di partire da proporzioni sane ed equilibrate. Nella fase di ricerca iniziale per la Mégane III, il nostro lavoro (insieme all’équipe dell’Ingegneria) è stato soprattutto di introdurre gli elementi chiave per ottenere delle proporzioni ancora piu’ dinamiche e moderne; come per esempio, avanzare le ruote anteriori di 20 mm, allargare le carreggiate, e assicurarci di mantenere degli sbalzi estrememente ridotti e con una bella curvatura in pianta… garantendo tuttavia l’integrazione ottimale delle normative di sicurezza, corrispondenti agli standards estremamente esigenti della nostra marca su questo criterio.»

11. Abbiamo apprezzato molto la scelta stilistica delle ultime plance Renault, caratterizzate da uno sviluppo fluido ed orizzontale, così come orizzontali ed allungate erano le famose “palpebre” Renault di numerosi modelli storici. Il design appare sempre pulito e coerente, e la consolle centrale avanzata permette di raggiungere facilmente i comandi senza diventare “ingombrante”. Quando e dopo quali esperienze si è giunti alla definizione di questo stile? E’ vero che la plancia della Mégane III è stata disegnata da un italiano?

«Il linguaggio formale degli interni Renault è da sempre uno degli elementi più forti della nostra identità. Le nostre plance “basse e traversanti” esprimono una sensazione di spazio e di benessere, permettendo al tempo stesso una buona visibilità ed una comprensione immediata dei comandi e delle informazioni. La fluidità delle forme degli interni della new Mégane permette inoltre di valorizzare la qualità dei materiali e degli assemblaggi e esprime un linguaggio coerente con il design esterno. Per quanto riguarda la seconda domanda… posso solo dirvi che c’è una buona dose “d’Italianità” nel design dei nuovi modelli Mégane.»

12. Nelle tre fasi degli ultimi 20 anni di design Renault, quella centrale, che ha il culmine di popolarità con la Mégane II, è stata quella complessivamente più “ardita”, anticipata da due modelli “simbolici” e di gamma alta: la Vel Satis, tuttora in produzione, e la tanto raffinata quanto sfortunata Avantime; quest’ultima ebbe vita breve, ma veniva presentata alle soglie del XXI secolo come esempio di modello Renault per il futuro. Secondo lei, se fosse stato possibile mantenere l’Avantime in produzione, oggi sarebbe maggiormente “compresa” dal pubblico europeo?

«Non saprei dirle. Posso però confermarle que un viaggio in Avantime rimane un’esperienza unica, grazie alle sensazioni di luminosità, di spazio, di visibilità panoramica e di piacere (non solo per il conduttore…) che quest’auto offriva.»

13. I motivi a “onde”, sinuosi e sensuali ma al tempo stesso concreti e coinvolgenti, sono stati bene espressi anche nella recente concept Ondelios del Salone di Parigi, che, come avrà forse notato, ha ricevuto il plauso anche dal nostro amico – e “fuoriclasse” – Paolo Martin in un commento all’articolo di presentazione. I motivi stilistici della Ondelios costituiranno il modello del design Renault del futuro, o rappresentano soltanto un “laboratorio” nel quale sono state sperimentate singole soluzioni?

«Ogni concept car Renault è un vero laboratorio tecnologico, concettuale e stilistico. La nostra gamma di serie si è costantemente arricchita di ispirazioni, idee ed elementi formali provenienti dall’incredibile capitale creativo che rappresentano le 21 concept cars (fino a Ondelios…) create dal Design Renault a partire dal 1988.»

14. Un’ultima domanda: qual è il suo modello Renault preferito, dal punto di vista stilistico, tra quelli della storia del marchio, e quale tra quelli alla cui creazione Lei ha direttamente partecipato?

«La Renault 5 del ‘72: una vera auto iconica della sua epoca. La prima berlina compatta chic, moderna e popolare allo stesso tempo; un design radicale, innovante, coerente dentro e fuori, e precursore delle tendenze di moda, design e colori di quegli anni.
Per quanto riguarda i miei lavori, sono particolarmente soddisfatto del nuovo Coupé Mégane.
Ma come sempre, devo confessarle che la mia Renault preferita sarà quella che devo ancora creare…»

- Fabio Filippini, 02/03/09
- Immagini: Renault
- domande di Sergio Chierici per Virtual Car

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2 commenti »

  1. [...] l’intervista a Fabio Filippini e la pubblicazione dei bozzetti della Renault Mégane III, è ora la volta della recente Grand [...]

    Pingback di Design: nuova Renault Mégane Grand Scénic, bozzetti ed immagini delle fasi preparatorie | Virtual Car — 25 aprile 2009 @ 07:30

  2. [...] progetto Mégane III nasce, come abbiamo visto nell’intervista al designer Renault Fabio Filippini, con obiettivi ben chiari nella definizione dello stile generale e di quello dei singoli modelli. [...]

    Pingback di Design: Renault Mégane SportTour e Scénic X-Mod | Virtual Car — 17 giugno 2009 @ 09:29

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